Cronaca di Lucca

Volto Santo: avrà una struttura di sostegno che non graverà sui pioli originali

di Antonietta Bandelloni – Il restauro del Volto Santo entra nella fase più intensa del lavoro mentre si progetta la struttura di sostegno che eviterà che il suo imponente peso continui a gravare sugli antichi pioli.

Prosegue a gonfie vele il restauro del Volto Santo, della Croce che lo sostiene e del tempietto cinquecentesco progettato dal Civitali. In vista del riaggancio della scultura alla Croce, si è pensato di progettare una struttura da inserire nella cavità posteriore dell’opera per evitare che il suo peso continui a gravare sui pioli originali.

Poco a poco i colori dell’opera lignea riemergono dal passato l’opera torna ad avere una cromia che per secoli era rimasta celata da strati di ridipinture.

Si rischia un po’ quello che accadde durante il restauro degli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina, quando il capo restauratore Gianluigi Colalucci venne ingiustamente accusato di aver cambiato i colori all’opera che tutti conoscevano, senza considerare che le tonalità note all’epoca erano frutto di secoli di accumulo di sporcizia, del nerofumo delle candele di sego e delle colle animali stese a più riprese, soprattutto sul Giudizio Universale, che con il tempo si erano fortemente ossidate e annerite.

Emanuela Daffra, direttrice dell’Opificio delle Pietre Dure afferma che questo rischio sia più che concreto “Sicuramente sì, il rischio c’è eccome. Sono tornati alla luce colori che da secoli non erano più visibili perché coperti da diversi strati di ridipinture successive, stesi nel corso dei secoli. Sarà un po’ come vedere il Volto Santo in una veste inedita ma più vivida. Gli incarnati hanno un aspetto che potrà sorprendere i fedeli e gli occhi in modo particolare, hanno riacquisito una vividezza e un’espressività che era andata perduta da tempo. Abbiamo eseguito ogni singola fase rispettando l’opera e la sua storia e adesso stiamo studiando i diversi strati pittorici che si susseguono sulla Croce“.

Grazie alle numerosi fonti a disposizione, l’Opificio durante la fase preliminare delle indagini diagnostiche ha provato a comprendere quale fosse l’assetto e l’aspetto più antico dell’opera lignea e se fosse possibile e giusto recuperarlo.

A settembre, sebbene ancora non si abbia la certezza della data, il Volto Santo sarà restituito al culto dei fedeli mentre proseguirà il restauro del tempietto del Civitali che richiederà un po’ più di tempo.

Anche la Croce ha subito numerose ridipinture nel corso dei secoli e, dalla rimozione dello strato superficiale, i restauratori hanno avuto modo di comprovare la presenza di uno strato preparatorio di gesso e colla sul quale erano state stese fasce alternate di cinabro e lapislazzuli e lacca di garanza.

“La festa del Volto Santo si farà con il Volto Santo quest’anno – afferma il vescovo di Lucca Giuietti ci tengo a precisare che le scelte fatte per il restauro dell’opera sono state condivise con tutte le parti interessate, ovviamente compresa la sovrintendenza. Il Volto Santo oltre ad essere oggetto di culto. E’ anche una preziosa opera d’arte identitaria di tutta Lucca e non solo. Restituiremo alla città un Volto Santo diverso da quello che abbiamo conosciuto finora”.

“Siamo arrivati alla fase più emozionante del restauro – afferma Ilaria Boncompagni, soprintendente per le province di Lucca e Massa Carrara – è stato e continua ad essere un lavoro molto impegnativo ma stiamo per restituire alla città un’opera che ha avuto un trascorso lunghissimo. L’approccio che abbiamo avuto è stato scientifico e rigoroso, attento alla sua storia. La campagna diagnostica che ha preceduto il restauro vero e proprio è stata lunga. Abbiamo trovato delle novità in corso d’opera che ancora stiamo studiando“.

La direttrice Daffra precisa che verrà messo a punto anche un sistema che consentirà di arricchire il Volto Santo con i paramenti sacri senza farli gravare direttamente sull’opera appena restaurata.