di Antonietta Bandelloni – Applausi interminabili all’ultima rappresentazione di ‘Venere nemica’ al Giglio: ciliegina sulla torta dei tre giorni sold out per Drusilla.
Sul proscenio del Teatro del Giglio, Drusilla si è calata nei panni della dea Venere. Lei che un po’ dea si è sempre sentita, in quella parte ci sta benissimo e la indossa come se fosse un’elegante soprabito realizzato da uno dei migliori brand haute couture che ama sfoggiare.
Venere però ha dismesso i panni da eterna ragazza e se n’è andata a vivere a Parigi, tra i mortali. Non deve così più fare i conti con l’umidità del mare che le rovinava la pelle e quelle impetuose correnti che poco andavano d’accordo con una perfetta messa in piega. Lontano dagli odiati parenti dell’Olimpo, ha recuperato un barlume di serenità o perlomeno è quello che sembra a prima vista. Può mostrarsi imperfetta tra le piccolezze umane e non è cosa da poco.
Ad aiutarla nelle incombenze quotidiane c’è una misteriosa cameriera, interpretata da Elena Talenti. Sarà proprio la giovane aiutante, che a tratti sembra riportare alla luce la irriverente cameriera Ornella, a far riemergere ricordi del passato che Venere vorrebbe seppellire per sempre.
‘Venere nemica’ è una reinterpretazione in chiave contemporanea della celeberrima favola di Apuleio: ‘Amore e Psiche‘. Tra commedia e dramma, Drusilla divenuta suo malgrado la suocera terribile della bella Psiche, affronta con innata eleganza abbinata a qualche bicchiere di gin tonic di troppo, i ricordi che riaffiorano.
Venere rivive la storia che l’ha portata a conoscere Psiche, affrontando temi universali come la competizione tra nuora e suocera e la bellezza che sfiorisce con il passare degli anni. C’è la maternità con la smania di possesso nei confronti dei figli e il loro controllo che si può tramutare in ossessione abbinato all’eterno conflitto tra uomini e divinità, tra il mortale e l’eterno.
Il passato torna a galla prepotente e sul palco Venere rivive il momento in cui volle vendicarsi di Psiche, la mortale creduta dea della bellezza in terra. Venere in fondo non ha mai provato amore ma solo attrazione per tutti gli dei dell’Olimpo: li ha conquistati tutti, uno dopo l’altro.
L’unico amore è quello provato per il figlio Eros, tornato tra le sue braccia dopo essere stato ferito nel profondo dall’amata Psiche.
‘Venere nemica’ si conclude con un colpo di scena che mette a nudo l’identità della misteriosa cameriera, tanto insolente quanto precisa nel riportare alla realtà l’immortale Venere che ha scelto di vivere da divina in terra, tra i mortali.
Foer e Talenti cantano dal vivo sul palco la strofa che sintetizza Venere nemica: “The greatest thing you’ll ever learn is just to love and to be loved in return” (la cosa più grande che imparerai mai è semplicemente amare ed essere amato in cambio), reinterpretando il celebre brano Nature boy di Nat King Cole.
Drusilla Foer, con la pièce teatrale ‘Venere nemica’ ha mandato per tre giorni consecutivi il Teatro del Giglio Giacomo Puccini in sold out. Lo sguardo acuto sulle cose assieme alla sua bravura e quella di Elena Talenti nei panni della cameriera, hanno conquistato il pubblico lucchese che ha applaudito a lungo al termine dello spettacolo.
Prima che calasse il sipario, Drusilla ha salutato così: “Grazie alla gente di questo teatro. Ringrazio voi che andate a teatro. Andate in tutti i luoghi dove ci si possa ispirare, dove si possa dare un altro sguardo alle cose perché questo genera civiltà e noi, in questo momento, ne abbiamo bisogno”
Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.
