Cronaca Versilia

Seravezza: inaugurato il MemoFest ricordando Giorgio Giannelli

di Antonietta Bandelloni – Combattivo, fumino, poco incline ai compromessi e sempre pronto a capeggiare battaglie in cui credeva: Memofest ricorda Giorgio Giannelli.

Il Memofest, festival della Memoria, ha inaugurato la tre giorni di eventi a Palazzo Mediceo di Seravezza con un animato ricordo del giornalista parlamentare, politico, scrittore e partigiano Giorgio Giannelli.

Difficile raccontare tutte le battaglie che ha condotto durante il corso della vita o addentrarsi nei ricordi meno noti in un’ora e mezzo di tempo. Sembra infatti che l’incontro di ieri sera sia stata una bella premessa di eventi futuri a lui dedicati.

A fare da moderatore della serata ci ha pensato un brillante Emanuele Giannelli, il figlio di Giò che ha fatto strada nel mondo dell’arte contemporanea.

Giò, così lo chiamavano gli amici più cari, ieri sera presenti sul palco del MemoFest per raccontare aneddoti e rievocare momenti significativi della vita di Giannelli, scomparso pochi mesi fa, il 27 gennaio 2025.

Gli interventi degli amici di Giò

Il sindaco di Seravezza Lorenzo Alessandrini ha ricordato quanto fosse complicato non litigare con lui ma rievoca con piacere quando, durante i drammatici momenti dell’alluvione del 1996 dove pareva che tutto fosse perduto, Giannelli era contento di sapere che fosse proprio lui alla guida del Comune di Seravezza. Alessandrini lo chiamava ‘la pecora nera della Versilia‘ ma è a lui che si devono tante battaglie condotte a livello locale e internazionale.

Basti pensare, come ha ricordato Carlo Carli, quando per primo denunciò il fallimento della campagna antipoliomielite nel 1961 che stava conducendo il Ministero della Sanità. Per tale ragione ottenne una medaglia d’oro dalla Lega Antipoliomielite e fu nominato capo dei servizi stampa per lo sdradicamento della polio in Italia.

Di medaglie e riconoscimenti ne ha ricevuti tanti nel corso della vita, l’ultimo risale al febbraio 2023, quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha nominato Commendatore al merito della Repubblica.

Umberto Buratti ricorda quando lo nominò cittadino onorario di Forte dei Marmi: un riconoscimento al quale teneva tantissimo e che volle portare con sé nella sua casa di Roma, a Campo de’ Fiori.

Versilia Oggi: il suo giornale

Giannelli, nonostante i tanti anni trascorsi a Roma, con il suo giornale “Versilia oggi” ha contribuito a fare cultura, politica e a raccontare il meglio e il peggio della sua terra d’origine. Su quelle pagine hanno scritto anche un allora giovanissimo Fabio Genovesi con la rubrica ‘Il Bricco dei Verni’ e pure mio babbo Antonio Bandelloni con le storie in vernacolo.

I suoi volumi come la ‘Bibbia di Forte dei Marmi, ‘L’almanacco versiliese ‘ o i libri sulla strage di Sant’Anna sono un concentrato di storie, ricerche e amore viscerale che Giannelli aveva per la Versilia storica, quella bagnata da un solo fiume.

Il vernacolo e le battaglie

Lora Santini, da Giorgio considerata la Melato della Versilia, ha ricordato con gratitudine quando il giornalista elogiò in un articolo il suo modo di recitare in vernacolo nel momento in cui era ancora agli esordi.

Lorenzo Marcuccetti ha conosciuto quando aveva 14 anni Giannelli durante un gemellaggio che proprio il giornalista aveva promosso tra la Versilia e il Sannio, terra in cui furono deportate dai romani 47mila liguri-apuani. In quel momento Marcuccetti stava scrivendo un libro sui liguri-apuani ma non riusciva a trovare materiale da nessuna parte, nemmeno nelle biblioteche. Giannelli spalancò le porte di casa sua, ‘il vittoriale di Colombaia’ come qualcuno lo definiva, mettendogli a disposizione tutta la biblioteca personale.

Franco Dazzi ha messo sul tavolo un’altra vicenda poco nota legata a Giannelli, impegnato nel far sì che alle navi battenti le cosiddette bandiere ombra come quella di Panama, venisse impedito di imbarcare marinai senza assicurazione e privi di ogni tutela in caso di infortuni.

A chiudere la serata di ricordo del MemoFest dedicata a Giorgio Giannelli è stata la figlia Angelica che porta il nome di una grande amica del giornalista: l’attivista russa Angelica Balabanoff. Ha voluto ricordare quando, da ragazza, di nascosto dal padre, partecipava ai cortei di protesta degli anni Settanta e quanto poi fosse difficile fronteggiarlo nel momento in cui lo veniva a sapere.