di Antonietta Bandelloni – Tra ricordi, bancarelle, processione, tordelli e ‘focata’, Seravezza celebra San Lorenzo ma alcune tradizioni purtroppo sono scomparse.
Sono andati perduti i tempi in cui i bambini attendevano con trepidazione la fiera di San Lorenzo a Seravezza per comprare i “cocceretti”. Quelle ciotoline di terracotta smaltate di bianco e verde erano l’oggetto più ambito soprattutto dalle bimbe. Se ne compravano uno o due a testa, perché di palanche in tasca ce n’erano poche e diventavano compagni di giochi per ore e ore, da usare sui muretti a secco dei paesi. Insomma, l’attesa della fiera era parte stessa della festa per grandi e piccoli.
Quei momenti sono passati da lungi e la mercanzia esposta sui banchi è cambiata. Le fiere oggi si somigliano un po’ tutte e offrono le stesse cose che si possono ritrovare nei mercati settimanali, con poche novità capaci di suscitare quella curiosità che appartenevano alle fiere di una volta.

Anche i banchi di San Lorenzo hanno seguito questa omologazione e, un po’ come è accaduto anche alla fiera di Santo Stefano di Vallecchia dove non ci si va più per comprare le palette di legno, nemmeno a Seravezza compaiono più i ‘cocceretti’.
Quest’anno non c’è nemmeno il banco degli animali ma di quello, personalmente, non ne sento la mancanza. Con le temperature così elevate di questo periodo, vedere quelle povere bestie rinchiuse nelle gabbiette in attesa che qualcuno le porti via, è una sofferenza.
Fiera cambiata, ma non priva di sorprese
Una fiera senza infamia e senza lode, verrebbe da pensare ma qualche guizzo d’ingegno ancora c’è.
La strada più interessante rimane via Fusco, dove trovano spazio alcuni banchi dedicati all’artigianato. È proprio qui che, tra gli oggetti esposti, si può ancora incontrare un po’ di creatività che permette di acquistare oggetti non scontati fatti a mano.
San Lorenzo, però, non è soltanto fiera: la festa patronale conserva ancora diversi momenti che richiamano un gran numero di persone e mantengono viva la tradizione.

La processione, focata e tordelli
Nella serata di ieri le strade del centro di Seravezza sono state attraversate dalla tradizionale processione con il Santo, accompagnata dalle note della Filarmonica di Riomagno.
Al termine della processione tutti lungo le sponde del fiume per vedere la tradizionale focata nel fiume, seguita dallo spettacolo del mangiafuoco di Circotà.
La tradizione vuole che a Seravezza, per San Lorenzo, si mangino i tordelli. E così anche questa sera la gastronomia avrà uno spazio dedicato. La Pro Loco organizza nella piazzetta della Misericordia, lungo il fiume Serra, la tradizionale “stordellata”, accompagnata da altri piatti della cucina locale.

I fuochi d’artificio chiudono la festa
La festa del patrono si concluderà questa sera con uno degli appuntamenti più attesi: alle 23.30, dalla passerella medicea, saranno sparati i tradizionali fuochi d’artificio, a cura della Fondazione Terre Medicee.
Per gestire il grande afflusso di persone previsto nelle ore serali e limitare i problemi legati alla sosta, sarà inoltre attivato il servizio navetta gratuito.
Il servizio sarà disponibile dalle 18.30 alle 00.30, con partenza dal parcheggio del terminal della stazione ferroviaria di Querceta.
Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.
