di Antonietta Bandelloni – Manca sempre meno alla 68° edizione del Palio dei Micci di Querceta e nelle contrade si lavora a pieno ritmo.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quella domenica 18 marzo del 1956, quando tutto ebbe inizio. Fu quella la prima edizione del Palio dei Micci e nessuno si sarebbe mai immaginato che quella giornata sarebbe stato solo l’inizio di una lunga avventura arrivata quest’anno alla 68° edizione.
Una storia fatta di sfilate, corse e competizioni varie che ancora oggi coinvolge un gran numero di persone, interrotta solo per un paio di anni a causa della pandemia.
A quella prima corsa degli asini, o micci che dir si voglia in terra quercetana, presero parte sei fazioni che poi sarebbero divenute le contrade del Pozzo, della Lucertola, Quercia, Ranocchio, Ponte e Leon d’Oro. L’anno successivo si aggiunse la contrada della Madonnina e nel 1958 entrò l’ultima contrada: la Cervia.
Nelle prime edizioni erano pochi i costumanti e i vestiti si cucivano in casa con quello che si riusciva a recuperare. Erano anni di magra ed è capitato più di una volta di far debiti per comprare un paio di stivali a uno sbandieratore o per riuscire a portare in campo un abito un po’ più ricco degli altri.
Oggi le regole da seguire scrupolosamente sono tante e complesse. Rigore assoluto sui colori, sull’epoca dei costumi, sui tessuti consentiti, sulle dimensioni delle strutture della scena, su ciò che si può o non si può fare.
In questi giorni di avvicinamento al momento clou della prima domenica di maggio, in tutte e otto le contrade si lavora senza tregua. Non c’è Pasquetta che tenga né 25 aprile o Primo Maggio di festa: manca troppo poco al giorno del palio per concedersi pause.
Bisogna portare in campo la sfilata con i tanti costumi storici e c’è da mettere a punto la scena che si svolge al centro dello stadio. I musici fanno prove su prove e gli sbandieratori proseguono costantemente gli allenamenti.
L’imprevisto è sempre dietro l’angolo ma non ci si da per vinti: si cerca di risolvere in fretta e si prosegue dritti alla meta. L’entrata in campo è un po’ per tutti adrenalinica: in meno di 16 minuti ci si gioca un intero anno di lavoro e non ci si può permettere di sbagliare.
La giornata del palio
La giornata del palio inizia già di primo mattino quando, nelle sedi delle contrade a partire dalle sei, già si preparano dame, cavalieri, paggi e armati con trucco e parrucco per prendere parte alla Messa nella chiesa di Santa Maria Lauretana e alla benedizione dei Micci che, da tradizione, avrà luogo in Piazza Matteotti a Querceta.
Quest’anno la ProLoco ha deciso di non far declamare alle otto contrade i testi della disfida, per velocizzare un po’ i tempi.
Appena terminato il rito, si torna tutti nelle rispettive contrade per prepararsi in vista del Palio che avrà inizio allo Stadio Buonriposo alle ore 16 in punto dove ad attendere le otto contendenti già ci sarà il palio, non assegnato nell’anno 2024.
L’ordine di entrata in campo
- Leon d’Oro
- Madonnina
- Cervia
- Ponte
- Quercia
- Lucertola
- Ranocchio
- Pozzo
I biglietti
Da oggi 22 aprile i biglietti sono in vendita presso la sede della Pro-Loco in via Don Minzoni a Querceta tutti i giorni, delle ore 14,30 alle ore 18,30
Per informazioni e prenotazioni potete telefonare ai numeri:
- 334 9109128 Marco Gianvanni
- 0584 760871 Pro-Loco Querceta.
Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.
