Anziché agitarsi per avere qualche lettore in più, sarebbe utile recuperare la “cronaca nera” per capire cosa sta accadendo intorno a noi.
L’uomo di 48 anni è stato ritrovato cadavere in un fosso a S.Angelo in Campo, a Lucca. Ieri giovedì 19 dicembre alle 16.30 è giunta una telefonata al 112. I carabinieri e l’automedica intervenuti non hanno potuto che constatare il decesso, l’uomo aveva vicino un’arma da fuoco. L’ipotesi quasi certa è quella del suicidio.
La tragedia del suicidio importa sempre un alone di rispetto, per la vittima e per i suoi familiari. Certo è che togliersi la vita a 48 anni rende la tragedia ancora più pesante.
Una fotografia sul “piccolo campo”. Lucca 16 gennaio: i Carabinieri salvano in extremis un 54enne impiccato ad un albero nel giardino di un’abitazione. Viareggio, 3 agosto: 22enne si uccide si sparandosi. Querceta, 29 agosto: un uomo di circa 70 anni si spara in auto, lungo la via Aurelia. Lucca, 4 ottobre : una guardia giurata di 59 anni si toglie la vita davanti alla sede Inps dove lavorava. Ponte a Moriano, 28 ottobre: donna di 47 anni viene trovata morta da gas all’interno della sua abitazione. Capannori, 5 novembre: in località Santa Margherita un uomo di 40 anni, residente a Pisa ma operaio in una azienda della Piana, si getta sotto un treno. Borgo a Mozzano, 11 novembre: il cadavere rinvenuto all’altezza del Ponte del Diavolo appartiene ad un uomo di 54 anni, residente a Barga. Bozzano-Massarosa, 12 novembre: una donna si getta dal ponte della Bretella Viareggio-Lucca. Viareggio, 12 novembre: una donna di 35 anni ha tentato di buttarsi dalla finestra di una palazzina, gli agenti intervengono dopo l’allarme lanciato da un amico. Probabilmente l’elenco non è completo.
Quello del male è un argomento che da sempre attrae l’essere umano. Il popolo fin dalle prime luci dell’alba si accaparrava i posti migliori per assistere allo spettacolo della ghigliottina in place de la Concorde a Parigi, ma anche meno lontano, alle impiccagioni di piazza Beccaria a Firenze.
Le prime pagine dei quotidiani, di carta o sul Web, sul male ci campano, quella deformazione che ha confuso la “cronaca nera” con il giornalismo morboso che considera ogni tragedia umana buona merce per avere visibilità e riempire la cronaca. Su Internet e Facebook si fa a gare a lanciare il sangue per primi. Ma d’altronde, ciascuno ha i lettori che si merita. E c’è ancora chi investe pubblicità sul Web chiedendo “Voi quanti followers avete su Facebook?” come vendere ghiande al maiale! Anziché valutare se il contenitore sia idoneo alla qualità della propria immagine commerciale e dei propri prodotti: anche perché l’intestino della Rete che vive di morbosità rappresenta il punto più basso della domanda commerciale, sempre che non si vendano ghiande.
La “cronaca nera” è un esercizio dell’informazione forse tra i più difficili, è la nuda e cruda ricostruzione dei fatti, seguire le indagini, la ricerca del movente, perché non esiste singola tragedia umana che non sia specchio di una realtà che va oltre la vittima. Anche il suicidio non si risolve mai in un fatto privato.
La fotografia del “piccolo campo” dovrebbe indurre a riflettere. In sociologia, il suicidio rappresenta la punta visibile di iceberg, cosa c’è sotto la linea di superficie?
