Cronaca di Lucca

Più decoro, più qualità

di FABRIZIO VINCENTI — Partiamo da un presupposto di verità: Lucca, con l’arrivo al governo della città della giunta Pardini, ha indubbiamente cambiato passo quanto a vitalità. Forse qualcuno con un barlume di memoria ricorderà il piattume – con punte che richiamavano una acuta nostalgia per la Bulgaria degli anni ’80 del secolo scorso: ci riferiamo in particolare ai mercatini di Natale e alle relative illuminazioni in grado di deprimere il più ostinato degli ottimisti – a cui si è assistito durante i lunghi anni di gestione del sindaco Tambellini. Non era solo un problema di eventi o, come dice l’opposizione sempre più intenta a guardare il dito e non la luna riguardo agli errori di Pardini, di feste e lucine. Gli eventi sono cresciuti in modo esponenziale, i motivi di attrazione verso la città si sono moltiplicati di anno in anno. Lucca è tornata più centrale anche sui media nazionali e internazionali.

Anche sul decoro urbano, a nostro avviso, sono stati fatti alcuni passi in avanti. A partire dalla gestione degli spazi verdi e degli sfalci, che sono stati intensificati, così come se si guarda alla piccola manutenzione. L’immagine complessiva della città, non dimentichiamo anche i numerosi lavori – a cominciare dalla risistemazione di piazza Grande e di piazza del Giglio, che la attendevano inutilmente da decenni – è migliorata. Negarlo, significa solo fare propaganda e nemmeno di buon livello, una operazione in cui questa opposizione pare davvero molto brava. Oppure essere tra coloro sempre pronti alla critica e infastiditi praticamente da tutto, che vorrebbero per Lucca solo la morte civile. Un sarcofago delle dimensioni delle Mura stesse, in sostanza.

Ma, detto questo, bene precisare che la strada per un equilibrio duraturo appare lunga e tortuosa. Non siamo ancora al punto giusto. Tutt’altro. Iniziamo proprio dalle “feste e dalle lucine” invocate dai compagni, da quattro anni ormai impegnati a fare la loro particolare resistenza. Serve maggiore equilibrio, serve una selezione più attenta degli eventi: sono stati tanti, tantissimi, hanno rilanciato una città desolatamente spenta, ma ora è tempo di selezionarli. Alcuni di essi, francamente, hanno lasciato a desiderare e non può bastare la consolazione che hanno radunato tante persone. La quantità non è e non deve essere un valore, una misura assoluta. Citiamo, ad esempio, il recente record sulle Mura per l’infiorata più lunga del mondo. Al netto dell’impegno encomiabile dei tanti volontari, ci è sembrava una manifestazione che si è sviluppata in modo decisamente diverso dal record detenuto da Huamantla. Di fiori, ne abbiamo visti pochi. Tanta segatura e un controllo che ha lasciato a desiderare: i risciò e le bici sfrecciavano e danneggiavano senza sosta il tappeto di collegamento tra le varie infiorate. Insomma, a tratti è parsa, lo diciamo senza offesa, una mal riuscita sagra paesana. A cui, ovviamente, non ha voluto mancare il presidente regionale Giani, uno che non si perde nemmeno una partita a briscola nel bar se c’è da farsi vedere in giro. E’ solo un esempio, ne potremmo fare altri. La sensazione è che serva maggiore selezione: ancora una volta, la partita è qualità contro quantità.

Serve uno scatto consistente anche sull’arredo urbano e sui controlli alle attività. Su quest’ultimo punto non ci siamo proprio: è stato fatto troppo poco. Le infrazioni da parte di attività, sempre le solite, sono evidenti. I controlli, se sono stati effettuati e la sensazione è che lo siano stati in misura insufficiente, non hanno prodotto nessun risultato apprezzabile. Basta guardare le stenderie di calamite che ormai hanno contagiato il centro. Già, perché per chi non lo avesse capito, il brutto attira il brutto. Vale per loro, vale per i buttadentro, vale per il suolo pubblico non rispettato nella misura data in concessione, vale per i risciò i cui gestori, alcuni non certo tutti, anzi, continuano con i mezzi fermi ad occupare porzioni di spazio a cui non avrebbero diritto contribuendo a peggiorare l’immagine complessiva. Di fatto si equipara chi si comporta rispettando le regole a chi se ne infischia. Una totale ingiustizia. Poi c’è il capitolo residenti. Non è facile vivere in centro storico, lo sappiamo per esperienza diretta. Ma quanto accade intorno alle isole ecologiche non è responsabilità solo dei turisti. Lo sanno tutti. Del resto, una parte degli stessi residenti, in epoche passate, non rispettava gli orari di conferimento dei rifiuti a bordo strada. Serve maggiore responsabilità, non basta lamentarsi. E senza questo scatto, anche il lavoro di Sistema Ambiente è una rincorsa persa in partenza. All’esterno delle isole ecologiche abbiamo visto e vediamo di tutto e a tutte le ore. Quante sanzioni sono stare irrorate? La prossima amministrazione comunale, chiunque essa sia, dovrà su questi temi stringere le maglie, questa non ci è riuscita a sufficienza. Dopo la quantità, necessaria dopo il vuoto precedente, ora serve qualità.