Cronaca Versilia

Pietrasanta: Vincenzo Schettini conquista adulti e ragazzi

di Antonietta Bandelloni – Teatro Comunale tutto esaurito per Vincenzo Schettini. Il professore de ‘La Fisica che ci Piace’ tra esperimenti, racconti e riflessioni.

Tutto esaurito al Teatro Comunale ‘Galeotti’ di Pietrasanta per l’arrivo di Vincenzo Schettini, il professore che insegna fisica sui social con il progetto “La Fisica che ci piace”.

L’incontro, andato in scena ieri sera 4 febbraio, ha chiuso la rassegna “Pietrasanta, una città da leggere”, iniziativa dedicata alla promozione della lettura. In platea il pubblico delle grandi occasioni e il sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti. Adulti, ragazzi e bambini: tutti sono stati coinvolti nella performance del docente, sospesa tra divulgazione scientifica, narrazione personale e momenti divertenti.

Tra esperimenti, libri e coinvolgimento del pubblico

Durante lo spettacolo Schettini ha fatto riferimento ai capitoli più intensi del suo ultimo libro, “La vita che ci piace”, con il suo stile che lo contraddistingue: diretto, entusiasta e partecipativo.

Il professore ha fatto accendere le luci in sala e invitato salire sul palco diversi bambini e ragazzi, protagonisti di piccoli esperimenti e interazioni. A un certo punto, i giovani partecipanti si sono trasformati in vere e proprie “pale eoliche umane”, muovendo braccia e gambe per simulare la produzione di energia.

L’idea, ha spiegato Schettini, non è fantascienza ma fisica applicata: in futuro, movimenti e suoni potrebbero contribuire a ricaricare smartphone e altri dispositivi elettronici.

Il magnetismo tra scienza e vita quotidiana

Il primo tema affrontato è stato quello del magnetismo, raccontato non solo dal punto di vista scientifico, ma anche come metafora della vita.

“Il magnetismo può essere buono o cattivo – ha affermato Vincenzo Schettinisono magnetiche, purtroppo, le dipendenze. La prima oggi è il cellulare, che sta catturando tutta la nostra attenzione. Ma esistono anche magnetismi positivi: un professore può esserlo. Per me è stata magnetica la mia professoressa di filosofia: grazie a lei mi sono innamorato della fisica. E un altro campo magnetico potentissimo nella vita sono i genitori. Per me lo è stata mia madre.”

La pressione sui ragazzi di oggi

Uno dei passaggi più sentiti della serata è stato quello dedicato alla pressione che vivono i giovani: l’obbligo di essere sempre performanti, perfetti e continuamente esposti sui social.

Schettini ha parlato anche delle immagini di guerra che scorrono sui telefoni, spesso ridotte a brevi video: “Le guerre spillate in un reel da un minuto: vi rendete conto quanto è brutta questa cosa? Sono periodi d’ansia.”

Con un pizzico di nostalgia, ha poi ricordato la sua adolescenza negli anni ’80: “All’intervallo ci sedevamo a terra e parlavamo. Non esisteva il telefonino. Raccontavi all’amico le tue angosce, il primo fidanzato, le emozioni. Anche a casa si parlava con i genitori. A dodici anni il mio unico pensiero era: chi ha ucciso Laura Palmer? Vi ricordate Twin Peaks?”

L’abbraccio finale con il pubblico

Al termine dell’incontro, Schettini si è fermato a salutare uno a uno gli spettatori che volevano stringergli la mano, scattare una foto o ricevere un incoraggiamento.

Un finale caloroso, in perfetto stile del professore-divulgatore, capace di parlare con entusiasmo di fisica e vita vissuta.