Cronaca Versilia

Pietrasanta – I campionamenti effettuati in autonomia a Cava Fornace dal Comune si discostano su alcuni valori da quelli eseguiti da Arpat

di Yanez De Gomera- Lo rende noto l’assessore all’ambiente di Pietrasanta Tatiana Gliori rispondendo ad alcune domande ad un mese dalla frana che ha interessato il sito

Sopralluogo a Cava Fornace

Dopo la frana del 6 maggio la chiusura di Cava Fornace è stata auspicata in maniera bipartisan da tutti gli schieramenti politici. Ad un mese dall’evento quale situazione ci attende?
Al momento c’è stata la sospensione del Paur e sono state imposte al gestore una serie di prescrizioni volte sia al ripristino della sicurezza del sito, dopo il crollo, sia alla verifica dei parametri ambientali principali inerenti al tipo di attività svolta. Il proseguimento naturale dell’iter sarebbe la Conferenza dei Servizi: il nostro Comune si sta preparando predisponendo una serie di obiezioni che, auspichiamo, siano propedeutiche alla chiusura della discarica.

Le analisi Arpat hanno scongiurato danni o pericoli, ma la popolazione ed i comitati non sembrano sulla stessa linea. Come si sta muovendo il comune di Pietrasanta?
Abbiamo effettuato alcuni campionamenti, in autonomia, con un laboratorio specializzato il giorno stesso del disastro, raccogliendo le sostanze liquide proprio alla base del cedimento. Le analisi ci hanno restituito sforamenti di proporzioni anche molto importanti, su alcuni valori che di per sé non sarebbero fra quelli più allarmanti (ad esempio, il ferro): le abbiamo inviate, immediatamente, ad Asl, Arpat, regione Toscana e Ministero dell’Ambiente nell’auspicio di un loro riscontro che, ad oggi, non è pervenuto. Inoltre, abbiamo fatto ulteriori prelievi sulle risultanze dei fanghi bordo strada: di questi siamo in attesa dell’esito.  

Cosa farà invece la regione adesso? Tornerà indietro sulle proprie posizioni spesso diverse dalle amministrazioni locali?
Il Comune di Pietrasanta ha promosso e intrapreso, con il sindaco Giovannetti e la sottoscritta, confronti e interlocuzioni sia con le municipalità direttamente interessate dall’attività della discarica, sia con quelle che ne hanno ricadute in via indiretta. La nostra speranza è che si riesca a ottenere una linea unitaria, in attesa delle proposte della Regione. Per quanto ci riguarda, restiamo fermi sulla volontà di chiusura e bonifica del sito ex Cava Viti e rimarchiamo la nostra preoccupazione per quella che sarà la gestione post mortem della discarica. 

Anche se la quota di conferimento sarà bloccata, il tema principale sarà la gestione dei rifiuti speciali fino ad oggi conferiti nel sito. Su questo punto anche episodi come la frana del mese scorso non possono certo indurre serenità.
Non dobbiamo nasconderci dietro proclami populisti: una sede di conferimento per i rifiuti va individuata. Quello su cui dobbiamo porre attenzione, invece, è la capacità del luogo indicato di “sopportare” un’attività di discarica. Cava Fornace insiste su un terreno carsico, si trova a pochi metri dall’oasi naturale del Lago di Porta e a mezzo chilometro da un nucleo abitato: come purtroppo abbiamo constatato direttamente, non dà garanzie strutturali né ambientali per questo genere di attività.