di FABRIZIO VINCENTI – Stefano Baccelli tra i papabili alla candidatura di sindaco a Viareggio alle prossime elezioni.
Per arrivare a Viareggio da Lucca, come noto, ci sono molte strade, ma forse quella più utilizzata, ad onta della proverbiale parsimonia dei lucchesi, è l’autostrada A11, a tutti nota come Bretella. Costruita negli anni ’70, per uno strano gioco del destino, rischia di essere il simbolo della scelta del candidato, anzi dei candidati, del centrosinistra, alle prossime elezioni comunali. A Viareggio si voterà nella prossima primavera, a Lucca la primavera successiva, ed è difficile non mettere in relazione le due elezioni, perché quello che succederà nella città di mare potrebbe avere una ripercussione nel capoluogo di provincia. E, in qualche modo, c’entra proprio la Bretella, visto che tra i papabili alla candidatura in entrambi i casi è Stefano Baccelli, che della società che gestisce il tratto autostradale è un dipendente, peraltro rientrato dopo tanti anni di aspettativa legati agli incarichi istituzionali che ha ricoperto.
Partiamo da Viareggio: nella città di mare il decennale mandato di Giorgio Del Ghingaro è agli sgoccioli, gli ultimi mesi non sono certo stati senza scossoni, basti pensare al clamoroso rimpasto, ma si fa fatica a pensare che l’ex sindaco di Capannori non voglia giocare una nuova partita magari all’interno di una coalizione, magari per il tramite di un suo uomo di fiducia. I rapporti con il Pd sono da anni a minimi termini, per quanto in politica il “mai dire mai” è l’unica legge scritta nella pietra. Più facile pare creare uno schieramento civico, come ha fatto lui stesso nelle elezioni che lo hanno visto trionfare, oppure strizzare l’occhio a una parte del centrodestra. Come si vede, la variabile Del Ghingaro è al momento non facilmente collocabile. A questo quadro di incertezza esterna al centrosinistra – a cui viene da aggiungere anche la tattica dilatoria del centrodestra che non pare voler fare la prima mossa – si aggiunge la situazione interna al centrosinistra stesso. Sulla carta, almeno in casa Pd, è tutto chiaro: la candidata dovrebbe essere Federica Maineri, così hanno stabilito alcune decine di iscritti al partito. E così vorrebbero imporre al resto della coalizione che, come a livello nazionale, è certamente molto eterogenea, volendo usare un eufemismo. Il problema è che, appunto, fuori dal Pd non se ne vuole sapere di una investitura in automatico di Maineri e si reclamano a gran voce le primarie, uno strumento che il Pd ha propagandato per anni come il vero oracolo della democrazia, salvo buttarlo a mare con una certa disinvoltura. Le candidature per le primarie iniziano a fioccare e tra esse, lo ha fatto capire chiaramente lo stesso Baccelli in video nei giorni scorsi, ci sarebbe la sua. Il problema è che Baccelli potrebbe pure vincerle e il Pd viareggino arroccato sul nome di Maineri vede l’ipotesi come un incubo (pur essendo Baccelli iscritto da una vita al Pd). La tattica funzionerà? Non è chiaro, la voglia di primarie è alta e non sarà facile evitarle. A meno che, non si ricorra a una candidatura “istituzionale”, ovvero Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale. Un nome di peso, dietro il quale probabilmente si ritirerebbero tutti i contendenti, ma è da vedere se Marcucci si presterà. Tutt’altro che certo.
E se così non fosse e si dovessero indire le primarie, come detto, Baccelli sarebbe il favorito. Se invece non ci fossero, probabile che sia lo stesso Baccelli ad essere investito del ruolo di candidato “istituzionale”, stavolta a Lucca dove lo attendono tutti a braccia aperte, anche perché non sembra esserci una seria alternativa in grado di competere con reali possibilità di vittoria contro il sindaco uscente. Dunque, le primarie viareggine potrebbero essere uno spartiacque: o Baccelli si candida a Viareggio, oppure risale in macchina, fa a ritroso la Bretella (gli auguriamo per lui a una tariffa da dipendente, visto l’elevato costo della tratta di soli 18 chilometri) e diventa lo sfidante di Pardini. Poche settimane e il quadro, con un effetto domino, si dovrebbe comporre.
Nel frattempo, permetteteci di rilevare la singolarità della situazione: a Viareggio il Pd non vuole Baccelli pur essendo un candidato con ampie probabilità di vittoria; a Lucca Pd e compagni lo accoglierebbero come un Messia, pur avendo meno probabilità di farcela. Al suo fianco, paradosso del paradosso, tra i sostenitori entusiasti della sua candidatura lucchese vi sono anche esponenti che solo pochi anni fa avrebbero corso il rischio anche di una denuncia per omissione di soccorso se avessero visto Baccelli riverso in terra, piuttosto che dare un aiuto a uno strumento legato al “diavolo” di Marcucci. La politica e anche la vita sono strane. Mai dire mai, appunto.

Giornalista
