Cronaca di Lucca

Lucca: Paolo Fresu e la Filarmonica Luporini stregano la platea

di Antonietta Bandelloni – Sold out per il Concerto di Natale della Filarmonica Gaetano Luporini con la partecipazione straordinaria di Paolo Fresu.

Grande successo per il tradizionale Concerto di Natale offerto alla città dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Successo preannunciato dato che i biglietti gratuiti messi a disposizione erano andati esauriti in una manciata di minuti.

Fuori dalla Chiesa di San Francesco, a partire dalle 16 del pomeriggio, ha iniziato a formarsi una lunga coda di persone in attesa di poter entrare senza biglietto, nella speranza qualche spettatore avesse dato forfait all’ultimo.

I fortunati che sono riusciti ad assistere al concerto hanno potuto godere di due ore e mezzo di magia pura, grazie alla bravura dei musicisti della Filarmonica Gaetano Luporini di San Gennaro diretti da Giampaolo Lazzeri e all’ospite d’onore: Paolo Fresu.

Ad aprire la scaletta è stata l’esecuzione del brano ‘Quattro Passi arrangiato da Gualdi che ha introdotto l’arrivo di Fresu con ‘Bridge Over Troubled Water di Paul Simon”.

Prima di riprendere a suonare il suo flicorno per suonare assieme all’orchestra ‘No Potho Reposare’, scritta scritta nel 1920 dal compositore Giuseppe Rachel e portata alla ribalta da Andrea Parodi, Fresu ha preso la parola per portare una ventata di Sardegna, la sua terra, a Lucca.

“No Potho Reposare sa di vento, di Maestrale, sa di mare, di macchia mediterranea e anche di passione – ha affermato Paolo Fresuprima di suonarlo però, volevo ringraziare il maestro Lazzeri e questa splendida filarmonica che ha creato. Ho conosciuto anni fa la Filarmonica Gaetano Luporini di San Gennaro e sono rimasto molto colpito da quell’esperienza, che non era solamente un’esperienza di grande potenza artistica, ma di grande potenza sociale e umana.

Le due cose vanno di pari passo, perché quando si trovano dei musicisti che non necessariamente fanno solo musicisti di professione. Ci sono alcuni sì che lavorano nel settore ma altri fanno comunque musica ad altissimo livello facendo altri mestieri e vi mettono tutta l’anima, mettono a disposizione il loro tempo, la loro passione e soprattutto, credo che siano una vera metafora del significato delle bande: stare insieme, ascoltarsi, cercare di suonare con gli altri, immaginarsi mai soli ma sempre accompagnati da qualcuno che ci sta intorno. 

E allora penso che questo sia il miglior messaggio di Natale che qui si possa dare: procedere assieme nonostante quello che sta accadendo nel mondo, con tutti i conflitti che ci sono”.

Massimo Signorini ha regalato con la sua fisarmonica intensi momenti assieme a Fresu e all’orchestra.

Sul palco anche il coro ‘Perché ci vuole orecchio’ diretto da Carla Nolledi. Un importante progetto sociale che prevede la formazione di un coro misto formato da persone che frequentano il centro di salute mentale della Casina Rossa assieme a educatori, infermieri, volontari e studenti.