di MELANIA PULIZZI — La “tiepida” infiorata lucchese sorpassa di circa 300 metri quella maestosa messicana: record di lunghezza o anche di sostanza?
Nella giornata di sabato 22 agosto 2026, la città di Lucca ha raggiunto il suo primo traguardo mondiale aggiudicandosi, nell’occasione del Festival delle Arti Effimere 2026, un posto nel Guinness World of Records, attraverso un’infiorata lunga 4233,45 metri, superiore a quella del 2022 realizzata dalla città messicana di Huamantla, che di metri ne aveva macinati 3939,53.
Una vittoria per il capoluogo di Provincia che, oltre al Sindaco Mario Pardini insieme a tutta la sua giunta, ha visto la presenza anche del Presidente di Regione Eugenio Giani, per i complimenti di rito e altri convenevoli.

Un “titolo portentoso” per la città ducale: ma nel complesso, il progetto è stato all’altezza del risultato ottenuto?
Indiscutibile la straordinaria bravura dei maestri infioratori e volontari, un gruppo vastissimo di tappetari locali e non, uniti e appassionati in un cantiere artistico “en plein air”, tutti coordinati dall’Associazione Tappeti di Segatura di Camaiore. Le opere realizzate sono state 15, raffiguranti la storia, le tradizioni e le eccellenze del territorio lucchese: 2 di queste realizzate dai Maestri Infioratori e Tappetari lucchesi, come il quadro dedicato al 60° Anniversario di Lucca Comics & Games e al Lucca Summer Festival, mentre le altre 13 realizzate dalle delegazioni ospiti delle altrettante città d’arte effimera italiane invitate a Lucca per l’evento, tra appunto la vicina Camaiore e a seguire Montefiore dell’Aso (Marche), Gerano e Genzano (Lazio), Noto, Acireale, Pachino, Cerda e Portopalo Capo di Passero (Sicilia), Torricella Sicura (Abruzzo), Taurianova (Calabria) e Guspini (Sardegna). Di seguito solo alcuni dei quadri.

Le “note stonate”
Non chiamiamola infiorata se fiori e petali sono in minoranza: alcuni quadri non ne avevano affatto (probabilmente per motivi logistici o di costo?), per il resto principalmente sale, sabbia, segatura e gesso colorato.
Ammirare le opere “a singhiozzo”: una modalità di presentazione discontinua, completamente opposta a quella presentata e premiata dei colleghi messicani che, i quasi 4mila metri se li sono fatti di raffigurazioni “no stop”. Da ogni parte si salisse lungo le Mura storiche, si poteva accedere al percorso, che si strutturava in un lungo tappeto di segatura, largo circa 80-90 cm, senza alcuna protezione e avvertimento di non calpestio, se non per la presenza, ogni 100 metri, di stewart che fischiavano come arbitri in una partita di calcio, a chi accidentalmente vi “inzuppava” un piede o la ruota della bicicletta. Una visione che di artistico ha avuto veramente poco, rispetto alla bellezza dei quadri lungo il percorso, purtroppo non predominanti (come ci si aspettava da una proposta candidata al Guinness) e anch’essi comunque non sufficientemente protetti. Essendo una manifestazione che ambiva ad un titolo così importante, mi sarai aspettata che per un solo giorno, ogni accesso alle Mura fosse limitato alla visita e al camminamento solo a chi voleva ammirare l’esposizione in gara (evitando così biciclette a due e quattro ruote), oltre che informare sul rispetto di alcune regole base, da tenere ad ogni mostra che si rispetti.

Il verdetto: il notaio incaricato, la Dott.ssa Chiara Cassano, dopo aver fatto tutto il giro delle Mura con tecnici al seguito, ha decretato la vittoria dei tappeti lucchesi sui messicani, ricevendo in risposta una timida ovazione da parte del pubblico presente; un record però, facilmente superabile, se parliamo di sola lunghezza, dato che le Mura di Lucca sono lunghe già di loro 4 km e 223 metri, quindi il titolo era comunque già conquistato!
In conclusione, l’evento ha fatto sicuramente bene alla città, alla sua economia, al suo turismo e alla sua valorizzazione, ma per il titolo mondiale per il quale concorreva, ci si poteva aspettare forse un pò di più. Fortunatamente però, la città di Lucca, essendo già bella di per sé, ha saputo come sempre aggiustare il tiro.
Redazione Lucca Times
