Il fondatore della neurobiologia vegetale (New York Times: “tra coloro che sono destinati a cambiarci la vita”) nell’ambito della Paper Week.
Stefano Mancuso ieri ha entusiasmato la folta platea convenuta nella Chiesa di San Romano, a Lucca. Il fondatore della neurobiologia vegetale, incluso dal New Yorker tra coloro che sono destinati a cambiarci la vita e tradotto in 27 lingue, ha tenuto una lectio magistralis nell’ambito della Paper Week – la settimana dedicata al riciclo di carta e cartoine organizzata da Comieco – in collaborazione con la Cassa di Risparmio di Lucca e Pianeta Terra.
Il titolo della lezione, “Le comunità degli Alberi”, sintetizza il suo pensiero: gli alberi ci insegnano che la forza non sta nell’individuo, ma nella rete. Scopriamo come le foreste non siano semplici insiemi di alberi, ma vere e proprie comunità organizzate, capaci di comunicare, sostenersi a vicenda e affrontare insieme le sfide dell’ambiente. Un modello di cooperazione che può ispirare anche noi esseri umani: come gli alberi si uniscono per il bene comune, così possiamo fare rete per prenderci cura del pianeta, iniziando da gesti concreti come la raccolta differenziata. Un viaggio nella saggezza della natura, che ci invita a ripensare il nostro modo di vivere e collaborare.
Stefano Mancuso, nato a Catanzaro nel 1965, si può considerare un toscano adottivo: dal 2001, infatti, è professore all’Università di Firenze. Nel 2005 fondò il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, destinato agli studi sul comportamento delle piante; nel 2010 ruceve il tributo di Oxford.
“Le generazioni tramandano la loro memoria attraverso dei supporti che non sono i geni come nelle altre specie” esordisce il professor Mancuso, “noi abbiamo una trasmissione culturale della memoria, e questa trasmissione culturale è sempre stata basata sulla carta, anche oggi, in maniera indubitabile, nonostante tutti i mezzi digitali, un libro è un libro di carta. Quando mi metto in viaggio ho il Kindle, perché non posso portarmi dietro duecento libri, ma a casa mia, nel mio studio, ho soltanto libri di carta; la carta è un’altra cosa, la si annota, la si mette in tasca, la carta si annota, si spiegazza, si disegna, si mette in tasca, è un materiale vivo, di sente che è un materiale che viene dagli alberi: e gli alberi sono ls psrte più importante che vive su questo pianeta”.
Le piante rappresentano l’86% di tutto quello che è vivo. “Sono degli organismi straordinariamente diversi rispetto agli animali, non hanno un cervello eppure nonostante questo sono in grado di risolvere problemi, di comunicare, di avere una vita sociale così come facciamo tutti noi”.
Alla lectio magistralis del prof. Mancuso nella Chiesa di San Romano erano presenti anche il sindaco di Lucca Mario Pardini, l’assessore all’Ambiente Cristina Consani, il vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Raffaele Domenici, e Carlo Montalbetti direttore generale di Comieco, che con Paper Week, giunta quest’anno alla quinta edizione, si può considerare l’appuntamento nazionale più importante sulla funzione della carta, il suo utilizzo e il riciclo.

Redazione Lucca Times.
