La guerra dell'acqua alluviona il Pd lucchese e toscano
Cronaca di Lucca

La guerra dell’acqua alluviona il Pd

di Fabrizio Vincenti – Inizia oggi su Lucca Times una nuova rubrica di commento sulla vita lucchese da parte di un osservatore di primo piano.

Una vera e propria inversione di marcia in autostrada, ecco come si può definire quanto fatto dal Pd in occasione del voto in consiglio regionale sulla proposta di legge presentata dalla Lega, che prevedeva la proroga delle concessioni idriche per due anni. Come noto, una questione che interessa da vicino i nostri territori, visto che Geal ha la sua in scadenza proprio il 31 dicembre di quest’anno.

La proposta di legge, primo firmatario il consigliere Massimiliano Baldini, era da mesi depositata e il suo percorso nella commissione è stato caratterizzato da un deciso interesse anche da parte degli esponenti Pd in Regione, al punto che, nelle scorse settimane, la stessa era stata approvata all’unanimità in commissione Ambiente, segno che l’esigenza, nonostante l’area fiorentina remasse contro, era stata ben compresa. La proroga era funzionale non tanto e non solo a guadagnare astrattamente tempo, ma a capire i margini per disegnare un diverso assetto dei gestori dell’acqua a livello provinciale (ben tre al momento) ma anche per consentire, nell’eventualità di una confluenza di Geal in Gaia (che serve la Mediavalle, Versilia e Garfagnana oltre a alcuni comuni della zona di Massa) di trattare con maggior forza il suo ingresso. Un ingresso, va detto, che in molti vedono con preoccupazione considerando il fatto che Geal ha un patrimonio e conti di prim’ordine e le tariffe più basse a livello regionale.

L’approvazione all’unanimità è stata in realtà la tomba della proposta di legge, perché, come nelle migliori tradizioni, una parte del Pd si è letteralmente scatenata per impedire a tutti costi la sua approvazione definitiva. In pratica, la componente di sinistra interna, secondo molti sostenuta e incoraggiata in primis dall’ex sindaco di Lucca Tambellini e dall’ex candidato sindaco Raspini, è salita ancora una volta in montagna ed ha iniziato una vera e propria guerriglia al grido di resistere! I comunicati stampa di sigle e sindaci vicini si sono moltiplicati, gli appelli accorati per l’acqua pubblica (ma nel resto della Toscana il Pd non è per una multiutility con dentro i privati?) si sono succeduti alla velocità della luce. La richiesta era perentoria: riportare il provvedimento in commissione e ascoltare le grida di dolore del territorio, tra cui quelle di alcuni sindaci che con l’acqua di Lucca non hanno nulla a che fare e che nel loro paese hanno a malapena abitanti per riempire un cinema parrocchiale.

Il risultato finale è stato, appunto, l’inversione di marcia in consiglio. Prima rinviando il voto con una scusa banale, poi bocciandolo dopo che la Lega ha ritenuto di non poter accettare che il provvedimento ripassasse dalla commissione, temendo un più che probabile insabbiamento dello stesso a pochi mesi dallo scioglimento del consiglio per le prossime elezioni. Del resto, chi lo proponeva aveva un solo obiettivo: far saltare la legge e accelerare il passaggio di Geal in Gaia.

In questa storia sono in parecchi a uscirci male. Prima di tutto, il Pd stesso che con i suoi consiglieri regionali aveva votato all’unanimità (addirittura emendandolo) il provvedimento. Questi signori e signore nel giro di pochi giorni sono riusciti sfidando il senso del ridicolo, a smentire loro stessi con l’eccezione, va detto, di Valentina Mercanti che ha votato anche in aula il provvedimento. E appare chiaro che l’appello del tessuto democratico, così in molti chiamano il mondo che ruota intorno al Pd, era irricevibile. Per due ordini di motivi: primo, perché una parte rilevante di quel tessuto stesso, a cominciare dal Pd di Capannori e Porcari, era invece a favore della proroga; secondo, perché se per ogni provvedimento approvato in commissione si dovessero scatenare le proteste (e tenete di conto che nessuno aveva alzato la voce durante il lungo iter in commissione, evidentemente pensando che i consiglieri lo bocciassero) staremmo freschi. La democrazia rappresentativa, tanto cara a parole a molti, andrebbe in frantumi. Con l’aggravante che i consiglieri che hanno prima votato e poi bocciato ci passerebbero come (minimo) degli incompetenti.

In realtà, è in atto una dura guerra all’interno del Pd delle nostre zone, anche in vista delle regionali, una guerra dagli esiti imprevedibili, perché qualcuno, segnatamente Luca Menesini, che era favorevole alla proroga, dà fastidio avendosi ritagliato uno spazio molto importante. Colpirlo su questa partita, con alcuni dei suoi ex compagni di viaggio, in primis il presidente della Provincia Pierucci, che gli hanno voltato le spalle, è un primo avvertimento su quello che potrà succedere anche per le candidature. A Pierucci si sono uniti, in un’alleanza inedita, persino nemici storici come il sindaco di Viareggio Del Ghingaro. Come si dice? Il nemico del mio nemico, è mio amico. Da segnalare anche il silenzio tombale dell’assessore regionale Baccelli, di solito attento alle vicende del territorio. Difficile che sia casuale.

Vanno registrati problemi e dubbi anche sul sindaco Pardini. Intanto, perché ha temporeggiato troppo in questi due anni, spesso mantenendo un atteggiamento di attesa. La sensazione è che sul tema dell’acqua ci fosse  una tattica ma non una strategia. Ora i nodi vengono al pettine, e Pardini dovrà avere un atteggiamento decisamente più combattivo: serve opporsi, magari cercando sponda nel governo nazionale; serve andare a vedere i conti di Gaia per bene, una operazione che peraltro andava già fatta da tempo. E poi, va detto, il sindaco di Lucca farebbe bene a scegliersi con più attenzione i compagni di viaggio: tra i primi a picconare il provvedimento di legge regionale – e con dubbio gusto si sono presi la briga di dire cosa fosse utile e giusto per Lucca – ci sono stati i sindaci Del Ghingaro e Remaschi, proprio i due con cui qualcuno lo aveva illuso di poter vincere le provinciali. Com’è finita e come hanno votato da quelle parti è noto. Errare humanum est, diabolicum est perseverare: una locuzione latina che in via Santa Giustina dovrebbero affiggere in ogni stanza.