di MASSIMILIANO BALDINI – Macerie ovunque, del Gruppo Consiliare Regionale passato da 9 eletti ad 1, nelle sezioni, dell’identità culturale.
Si è permesso a Roberto Vannacci, neofita della politica assurto a fenomeno per essere stato un mero bestseller di ovvietà da bar dello sport nel 2023, di distruggere la Lega Toscana ed il suo numeroso e prestigioso Gruppo Consiliare Regionale: ha voluto confezionare le “liste elettorali al contrario” utilizzando, per un verso, l’odioso “listino bloccato” a vantaggio di un suo amico di “naja” (consigliere comunale di un comune di 20.000 abitanti ed iscritto al partito da 5 mesi) e dall’altro portando avanti una campagna elettorale basata su volgarità, provocazioni becere e continui richiami nostalgici che niente hanno a che fare con l’identità del partito, specchio evidente di una pressoché totale ignoranza dei tradizionali programmi regionali sui quali i Consiglieri della Lega ed il loro staff si erano distinti per preparazione e proposte di legge in questi cinque anni di mandato a Firenze.
Si è calpestato un caposaldo della Lega – il rispetto per il concetto di militanza, di esperienza e di anzianità all’interno del movimento – permettendo al paladino della XMas, incredibilmente assurto a Vice-Segretario Nazionale poche settimane dopo essersi iscritto, ed ai suoi muscolari sodali, di azzerare la migliore classe dirigente espressa per impegno, contenuti e risultati sotto la guida di Matteo Salvini e Susanna Ceccardi, facendo occupare le candidature a personaggi spesso impresentabili, discussi, in alcun modo riconosciuti dalle comunità dove vivono che avevano l’unico pregio di essere o di presentarsi come amici-camerieri del Generale, quasi sempre in cerca di rivincite personali verso la Lega che avevano in precedenza abbandonato polemicamente.
Il risultato non poteva che essere le macerie ovunque, macerie del Gruppo Consiliare Regionale passato da 9 eletti ad 1, macerie nelle sezioni con abbandoni a ripetizione, macerie dell’identità storica e culturale della Lega contraddetta dai circoli del “Mondo al Contrario” nei quali vive e si sviluppa un altro partito con valori di riferimento del tutto diversi e fortemente critico verso Matteo Salvini, ed ovviamente macerie nel consenso sprofondato al 4,38% dal quale l’unico a trarne vantaggio è stato il “luogotenente di fiducia” che mai sarebbe stato eletto in Consiglio Regionale se si fosse dovuto confrontare con le preferenze, così come era già valso nel 2024 per lo stesso Vannacci che mai sarebbe andato a Bruxelles con i suoi soli consensi ma senza i voti del partito.
Uno sfascio, “la Caporetto del Generale” che sarebbe stato possibile evitare anche solo se si fosse dato retta alla proposta di Susanna Ceccardi (dal sottoscritto condivisa) di evitare il ricorso al listino bloccato e di fare liste con lei, lo stesso Vannacci ed i Parlamentari capolista nei collegi, invece che umiliare i Consiglieri Regionali uscenti come Giovanni Galli ed il sottoscritto imponendo i “miliziani” neo-iscritti come candidati nn. 1 e nn. 2.
Altro che nome di Vannacci nel simbolo, se vogliamo evitare che dal 4,38% la Lega scenda ulteriormente verso i suoi minimi storici, il Generale deve essere immediatamente congedato dai ruoli di guida del partito – lui insieme alle decime, alle sue ridicole boutade ed ai continui richiami nostalgici che la stessa Meloni ha intelligentemente accantonato – ritornando alla linea politica tradizionale della Lega fatta di sindacato del territorio, di temi concreti, studiati e conosciuti, di lavoro serio nelle istituzioni ed a fianco delle comunità, di rispetto per chi ha lavorato nel partito per anni ed anni.
Se qualcuno, con sguardo miope, ha opportunisticamente pensato che sostenere Vannacci e la “vannaccizzazione” del movimento potessero rappresentare un facile viatico per essere rieletti in Parlamento nel 2027 dovrà fortemente ricredersi perché con questi numeri la Lega Toscana non elegge più nessuno a Roma e la stessa cosa succederà nei Consigli Comunali che saranno a breve rinnovati nelle tornate elettorali del 2026.
Se qualcuno ha pensato che l’approdo di Vannacci nel partito fosse l’occasione di una “revanche” per fare i conti con “la zarina” Susanna Ceccardi, la risposta l’ha avuta proprio da Pisa dove Elena Meini è stata largamente la più votata della Lega in Toscana malgrado sia stata calpestata insieme al suo straordinario lavoro da Capogruppo e candidata Presidente della Lega.
Roberto Vannacci con la politica non ci azzecca nulla, basta vedere come si è atteggiato in questi mesi dove ha avuto il potere assoluto di decidere su tutto, non facendo un incontro che fosse uno, con le sezioni, con i Gruppi Consiliari, con i militanti, anzi finendo per spaccare le sezioni ed i gruppi stessi con amenità indigeribili, imposizioni assurde ed una forsennata e sciocca caccia alle streghe contro la classe dirigente in carica, addirittura contraddicendo politiche locali decennali come è successo a Viareggio con l’occhieggiamento al Sindaco Giorgio Del Ghingaro.
Il prezzo che abbiamo pagato in tanti a questa tornata elettorale è altissimo e non è risarcibile – ancora più alto quello subito dal partito in termini di patrimonio elettorale evaporato nella misura di 1/3 e fino alla metà ovunque – ma siamo ancora in tempo se il disastro servirà a far comprendere il grave errore commesso e a mettere subito nel ripostiglio questa brutta ed irriconoscibile esperienza: in alcune sezioni avallata dai soliti opportunisti di turno, immancabili al “salto della quaglia”, e da qualche iscritto ingenuo e poco esperto, puntualmente puniti dall’elettorato.
Se non dovesse essere cosi, le percentuali della Lega torneranno ai minimi storici, consegnando nuovamente il partito in Toscana alla mera testimonianza di bandiera.
Massimiliano Baldini è avvocato di professione con studio a Viareggio. Attualmente consigliere regionale della Toscana per la Lega
