di FABRIZIO VINCENTI — Tutti lo sanno bene: la scelta sarà presa a Roma e i margini di manovra in sede locale saranno a dir poco minimi. Eppure è uno dei pensieri fissi a destra come a sinistra: Futuro Nazionale andrà o non andrà con il centrodestra?
Se si guardano i sondaggi nazionali il peso del movimento del generale Vannacci è decisamente crescente, ormai viene valutato intorno al 6-7%, e scavalca stabilmente una Lega tornata alla sua dimensione “Padana”. In pratica, se i sondaggi venissero confermati, sarebbe decisivo per gli equilibri e per l’esito del voto delle prossime politiche. Come sempre quando si parla di sondaggi, è difficile dire quanto il fenomeno sia mediatico e quanto reale. Quello che pare certo è che il fenomeno Vannacci è stato abbondantemente pompato sui mezzi di informazione progressisti proprio per sottrarre campo al centrodestra, ma è altrettanto vero che il generale sta rispondendo a una domanda di maggior sicurezza, a cominciare dagli effetti di una immigrazione ormai intollerabile, evidentemente non evasa a sufficienza dal governo Meloni. L’eventualità di un accordo con Futuro Nazionale, pur siglato o meno a Roma, è destinato ad avere riflessi anche a Lucca: la sua presenza alle prossime comunali è pressoché certa. E se a livello nazionale non è semplice capire il reale seguito, lo è ancora di meno in un contesto comunale.
Del resto, dalle nostre parti, almeno sinora, il movimento, a fronte di un gran numero di tesserati (ma ormai si vive in un mondo in cui al peso della tessera non corrisponde minimamente una militanza e a volte nemmeno una convinzione) ha raccolto soltanto le adesioni di un ex assessore della giunta Pardini (Giovanni Minniti), un consigliere comunale (Antonino Azzarà che per ora si è collocato nel gruppo Misto) oltre a poter contare su Annamaria Frigo (responsabile nazionale del tesseramento del partito) che a Lucca ricopre un incarico in una partecipata comunale. Il peso, per il momento, pare contenuto, ma mancano ancora molti mesi alle elezioni ed è tutto da capire se Futuro Nazionale continuerà la sua ascesa (qualcuno vaticina uno sprint modello AFD tedesca) o meno. Il tema di una alleanza è però sul tavolo del centrodestra, a maggior ragione considerando che nel centrosinistra, per inseguire il sogno di riprendersi Palazzo Orsetti, sono Ripetuto che la scelta per l’ingresso o meno a Lucca di Futuro Nazionale in coalizione arriverà dai tavoli romani, proviamo a passare in rassegna le varie opzioni.
Nel caso in cui Vannacci e soci dovessero restare fuori dall’alleanza, il peso dei suoi voti potrebbe essere decisivo per mandare al ballottaggio Pardini e il suo sfidante, quasi certamente Stefano Baccelli. A quel punto, cosa accadrebbe? Una operazione simile a quella del 2022 con il centrodestra che raggiunse una intesa con Difendere Lucca al ballottaggio o contribuirebbe a riconsegnare la città alla sinistra, rafforzando i dubbi che molti alimentano di essere nient’altro che un cavallo di Troia perfetto per far vincere Schlein e compagni? E, in ogni caso, quanti sarebbero disponibili a seguire Vannacci in caso di alleanza? Qui merita un approfondimento l’analisi dei flussi delle intenzioni di voto: secondo un po’ tutti gli esperti, Futuro Nazionale sta pescando principalmente in tre bacini: quello di Fratelli d’Italia (non a caso in calo nei sondaggi), quello dei 5 Stelle delusi e quello dell’astensionismo. Poco in quello della Lega e il motivo è chiarissimo: ormai è scomparsa dai radar ed è tornata ad una dimensione macroregionale (nel Nord) con qualche voto di opinione altrove. Un quadro valido anche in sede locale, dove, in aggiunta, potrebbe pescare qualche voto tra coloro che la scorsa volta scelsero Difendere Lucca perché vista come forza alternativa, una ipotesi da considerare, ma non da sopravvalutare, perché il movimento di Barsanti ha una sua identità ben precisa e radicata: in linea di massima è più facile che il consenso dei vannacciani possa arrivare dai primi tre bacini elettorali. Tutto da capire semmai se queste tipologie di elettori seguirebbero Vannacci in una coalizione classica di centrodestra: più facile i Fratelli d’Italia delusi, meno le altre due.
Dall’altra parte, prima di tutto proprio a Lucca, le controindicazioni in caso di una alleanza al primo turno non mancano. Basti ricordare che Pardini ha fatto le sue fortune al ballottaggio con l’accordo con Barsanti ma anche con Cecchini, ora in Azione. Che, come noto, è tra i principali critici del movimento di Vannacci: quasi impossibile pensare di poter tenerli entrambi sotto il solito cappello già dal primo turno. E senza considerare che alcune interlocuzioni del sindaco con i liberaldemocratici di Marcucci finirebbero a mare. Oltretutto, la crisi di rigetto per una alleanza immediata ancorché benedetta da Roma potrebbe arrivare non solo dai vertici, ma anche dagli elettori del movimento di Calenda e persino di Forza Italia. Il quadro, come si può intuire, è complesso. Ma bene non dimenticare che in politica, alla fine, contano i numeri. E il realismo vuole che di quelli si tenga conto: ecco perché sarà interessante osservare gli sviluppi dei prossimi mesi. Se Vannacci dovesse continuare a crescere, non tenerlo in considerazione diventerebbe molto complicato. A Roma come a Lucca.

Giornalista
