di Antonietta Bandelloni – Coloratissimi e con chiari riferimenti a pace e speranza, i tappeti di segatura di Camaiore hanno calamitato l’attenzione di tutti.
Come tradizione vuole, anche quest’anno il centro storico di Camaiore ha accolto il giorno del Corpus Domini con la stupefacente sequenza colorata dei tappeti di segatura.
A partire dalle ore 18 del sabato sera, i maestri tappetari si sono messi al lavoro per dar forma concreta ai progetti presentati in via ufficiale qualche settimana fa.
Il leit motiv del 2025 è stato la speranza, la stessa linea guida del Giubileo in corso con l’aggiunta di uno speciale omaggio agli artisti locali.

Famiglie intere, associazioni, amici e gruppi di persone hanno lavorato assieme per riuscire a realizzare con la pula colorata disegni sorprendenti con evidenti riferimenti alla fratellanza, alla pace che, se mai è stata scontata, adesso lo è sempre meno e a un futuro più promettente di quello che sembra aspettarci dietro l’angolo.
La distesa colorata alle prime luci dell’alba era pressoché terminata. Via Vittorio Emanuele e Via XX Settembre, i due assi principali del centro storico, nel giro di qualche ora sono diventati dei musei a cielo aperto.

Così, mentre la folla dei visitatori stava scemando, il silenzio assieme alla stanchezza di chi ha lavorato tutta la notte ha preso il sopravvento ed è iniziata l’attesa silenziosa del passaggio della processione del Corpus Domini.
Di quei meraviglioso tappeti rimane solo il ricordo di chi l’ha realizzati, di chi l’ha visti e memoria tangibile nelle foto e nei filmati che rimangono anche dopo che il corteo religioso lo ha calpestati.

Tra i tappeti più belli sicuramente quello realizzato dagli Scout con un gran numero di coloratissime bandiere, quello del Gruppo Archeologico ispirato alla scultura degli ‘Amanti alati’ di Eugenio Riotto con quella spirale color verde speranza e il tappeto di Fuori Porta Lombricese con quell’intreccio di fiori su fondo rosa e il riquadro centrale in cui si legge ‘Siate seminatori di speranza’.
Molto bella anche la citazione di Brueghel il vecchio e della Torre di Babele. Adesso però di quei meravigliosi tappeti non rimangono che le foto e i ricordi di chi ha avuto modo di vederli per una notte.

Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.
