Massimiliano Baldini
Attualità

I cittadini vogliono la riforma del fallimentare sistema sanitario

I cittadini firmano in massa perché vogliono la riforma del fallimentare sistema sanitario regionale del 2015 tornando alle Asl provinciali.

Nel corso del dibattito sul piano socio sanitario di questa mattina in Consiglio Regionale ho inteso, prima di tutto, notiziare l’assise in merito al grande successo della raccolta firme per il referendum consultivo sul fallimento del sistema sanitario toscano del 2015 che costituì l’accentramento delle tre grandi Asl e quindi a sostegno dell’auspicato ritorno ad una sanità territoriale vicina ai cittadini su base provinciale, riscontrato in ogni dove nei territori grazie ad un impegno determinato dei comitati che la Lega appoggia con convinzione assoluta e con grande ed infaticabile azione quotidiana.

Solo nelle ultime settimane, sia in Versilia che a Lucca, i convegni promossi dalla Lega hanno registrato il tutto esaurito e file costanti alla raccolta delle firme di cittadini stufi di non ottenere risposte su di un tema così delicato e importante.

Le mie parole, a riprova di quanto affermo, hanno trovato riscontro nel recente giudizio di parifica della Corte dei Conti che ha evidenziato tutti i limiti di una sanità regionale che non funziona, che è economicamente squilibrata, che fa scorretto ricorso al debito autorizzato e non contratto, che ha serie problematiche di tenuta e che, non a caso, ha determinato l’aumento dell’addizionale Irpef, prima dichiarata una tantum e poi cronicizzata per intervenire ogni anno nelle tasche dei toscani – insiste l’esponente del partito di Matteo Salvini.

Un quadro deficitario regionale che però vede comunque una Toscana a due velocità, perché le risorse umane ed economiche di cui gode l’Asl centro a Firenze se le sognano sia sulla costa che a sud, così come si continua comunque a far ricorso al poltronificio tradizionale della sanità per dirigenti e consigli di amministrazione che non conoscono certo fenomeni di tagli per nessuno.

Un piano socio sanitario, pertanto, che la Lega boccia decisamente perché non in grado di rispondere alle esigenze di cittadini, professionisti, sindacati ed istanze territoriali come ulteriormente verificabile dalla lettura dei quotidiani.