Giselle around Le Villi_Lucca_Foto Alcide
Cover, Teatro del Giglio

“Giselle around Le Villi” il pubblico applaude

In omaggio ai lettori di Lucca Times il Libretto di Sala di “Giselle around Le Villi”, coproduzione del Teatro del Giglio Giacomo Puccini.


di ALDO BELLI

Sabato (con replica pomeridiana domenicale) ha debuttato in prima nazionale, al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, “Giselle around Le Villi” (adattamento e composizioni originali di Sergio Oliva e Silvano Corsi). Una coproduzione del teatro lucchese con l’Ente De Carolis di Sassari (dove aprirà la stagione lirica il 23 maggio). Dice Beatrice Venezi che con Alberto Gazale (regia e scene, nonché interprete di Guglielmo Wulf, il padre di Anna de “Le Villi”) si sono chiesti spesso in che modo il pubblico di oggi esprima la propria partecipazione in termini di contenuti, emozioni e durata stessa dello spettacolo: nasce in questa cornice – almeno da quanto ho capito – l’idea di sperimentare un’inedita metamorfosi musicale e scenica di due classici, appunto “Giselle” di Adolphe Adam e “Le Villi” di Giacomo Puccini.

La sensazione, vedendo le reazioni del pubblico in platea e nei palchi, è che la “sperimentazione” – come l’hanno definita – sia riuscita: un’ora e un quarto piacevole e intenso di balletto e di canto lirico (oltre a Gazale, Roberto- Carlo-Ventre, Anna-Anastasia Boldyreva, L’uomo della vita reale-Cataldo Russo), come un intrecciarsi di veli delicati sfilati dal loro scrigno naturale, una fusione di citazioni che conduce d’istinto la mente a “Giselle” e a “Le Villi”, e di fronte non c’è né l’una né l’altra. Il maestro Beatrice Venezi dirige con serena sicurezza l’Orchestra dell’Ente De Carolis, bravi gli orchestrali, si percepisce appena il biondo danzante dei capelli fluenti e la leggerezza della bacchetta, solo al momento dei saluti finali, dal palco, appare eterea racchiusa nel candore dell’abito bianco con finte trasparenze.

Non sono un esperto musicale, né di balletto (danzatori solisti: Corinne De Bock, Maxime Mathieu Quiroga; corpo di ballo: Luca Cappai, Claudia Floris, Maria Grazietti, Rachele Montis, Giulia Mostacchi, Chiara Mura, Giulia Vacca). Di fronte ad un’opera d’arte mi considero solo “pubblico”, il mio è un rapporto emotivo, e poi tendo sempre a cogliere il senso di quello che vedo ed ascolto, e allora qui credo di avere qualcosa da dire.

La definizione “sperimentale” di “Giselle around Le Villi” (coreografie Luigia Frattaroli, costumi Marco Nateri, luci Tony Grandi, aiuto regia Siria Colella, scenotecnico Danilo Coppola) mi convince solo se e in quanto re-interpretazione dello Sperimentalismo: la ricerca di contenuti e modi nuovi che vanno oltre la distinzione classica tra teatro d’avanguardia e teatro di tradizione, sono “altro” e al tempo stesso “dentro” la cultura contemporanea, come in questo caso.

Il nuovo, l’originale, consiste proprio nel coraggio di innestare l’esperienza del proprio tempo, l’esperienza individuale (che non è mai un’isola solitaria avulsa da quella sociale), ecco il genio, l’artista, la cultura viva, che si proietta nell’apparente immobilità dell’arte, la libertà di rendere mobile, attribuire un altro movimento a ciò che appare immobile nella sua eternità, così che la sensibilità di ogni epoca introduca nuovi apporti che spingono in avanti la visione della vita e del mondo centrato sull’essere umano e la sua natura. Del resto, nella storia della società umana qualsiasi progresso è sempre stato generato da questo coraggio. Questo significano “arte” e “musica” e “cultura”.

L’idea di accomunare due opere distanti e vicine sarebbe stato comunque un “esperimento” meritevole, anche se avessero lasciato qualche sbavatura sul palcoscenico (e questo non è avvenuto): “Giselle”, infatti, debuttò il 28 giugno 1841 all’Opéra di Parigi, “Le Villi” il 31 maggio 1884 al Teatro Dal Verme di Milano. L’una sul libretto di due francesi, Théophile Gautier e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, e l’altra di un italiano, Ferdinando Fontana, però ispirato dal racconto “Les Willis” di de Saint-Georges. La prima un balletto, la seconda un’opera lirica. Non si trattava, quindi, “Giselle around Le Villi”. soltanto di una trama comune, ma anche della forma con la quale ciascuno l’aveva rappresentata.

La coproduzione di “Giselle around Le Villi”, a questo punto, merita una riflessione finale. Citando l’amministratore unico del Teatro del Giglio Giacomo Puccini, Giorgio Angelo Lazzarini, “il Teatro non è solo spettacolo, ma anche rito, incontro e bellezza condivisa”. Il Teatro produce e diffonde cultura. Le coproduzioni dovrebbero essere una prassi nel mondo della lirica: perché agevolano la possibilità di aumentare le produzioni e di farle vedere ad un pubblico più ampio, riducendo e razionalizzando i costi e quindi anche pagando più decentemente i professori d’orchestra, i cantanti e le maestranze. Ma in Italia questo non accadrà finché ci sarà la casta dei sovrintententi e simili a dirigere i teatri, preoccupati più della propria poltrona e della propria personale luce che del pubblico e delle voragini di bilancio.

Giselle around Le Villi_Teatro del Giglio Giacomo Puccini di Lucca_Libretto di Sala
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(Foto: Teatro del Giglio Giacomo Puccini – Foto Alcide, Lucca – Si ringrazia per la collaborazione la Dott.ssa Silvia Poli responsabile Ufficio Stampa, Comunicazione, Pubbliche Relazioni, Biblioteca e Archivio storico)