Cultura e Spettacolo

Doppio appuntamento con Beatrice Venezi in Versilia

Venerdì a La Versiliana con il suo nuovo libro su Puccini e sabato a dirigere Manon Lescaut al Festival Pucciniano di Torre del Lago

Gradito ritorno del direttore d’orchestra Beatrice Venezi sabato 13 luglio con due grandi eventi nello stesso giorno. Un momento d’oro per la musicista lucchese dopo il Lucca a seguito del grande successo in Argentina al Teatro Colón di Buenos Aires, unica donna a dirigere lì per celebrare Puccini e l’Italia con Turandot. Successivamente la prima mondiale in versione italiana di Falso tradimento di Marco Tutino. Beatrice Venezi sarà protagonista,

Partenza alle ore 18, negli spazi del Caffè, con l’inaugurazione de La Versiliana con la presentazione in prima regionale del suo nuovo libro dal titolo Puccini contro tutti – Arie, fughe e capricci di un genio anticonformista edito da Utet. Concittadina di Puccini, cresciuta nel suo mito, leggendone le lettere e le interviste, arrivata a suonare e dirigere le sue opere, Beatrice Venezi ha colto l’occasione del centenario pucciniano per scrivere una biografia sui generis del maestro di Torre del Lago. Sono undici racconti, undici momenti di vita con la colonna sonora delle sue opere, a formare una sinfonia di emozioni, sorprese, aneddoti che compongono il ritratto luminoso di un genio controcorrente.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Versiliana, sotto l’egida del comune di Pietrasanta, in collaborazione con Siteco, IBG Italian Blue Growth – e con il supporto di Marini impianti industriali e Carbon Dream è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

“Sono molto felice di essere alla Versiliana per presentare il mio libro; per me Puccini ha sempre rappresentato non solo un compositore che mi ha accompagnata fin da bambina ma anche colui che ha illuminato i miei debutti internazionali. Tra l’altro, sono appena rientrata dall’Argentina, dove ho debuttato con Turandot al Teatro Colón. – dichiara Beatrice Venezi L’idea dei fare il libro nasce lo scorso anno in previsione del centenario. All’epoca avevo già tenuto una serie di conferenze in Italia e all’estero sul tema. È una figura che conosco fin da bambina e studio da diversi anni. Mi ha sempre conquistato il fatto che fosse un personaggio straordinario a 360 gradi e al tempo stesso che, nonostante biografie e saggi musicologici estremamente approfonditi, mancasse un testo che rendesse giustizia a tutte le anime”di Puccini: dal Giacomo compositore al Giacomo amante della velocità, delle auto, testimone ante litteram delle penne Parker, di Borsalino, ma anche amante, nel senso più profondo e autentico del termine, delle donne e della psicologa femminile, come dimostra la sua musica, e poi il Giacomo collezionista d’arte, mecenate, fotografo. Ho cercato di raccontare Puccini attraverso la sua arte, la sua musica, e la sua musica attraverso la vita del suo compositore, cercando di darne un affresco più umano possibile. Anche perché io me lo immagino – almeno dalle lettere che ho letto – un toscanaccio, quasi un personaggio uscito dal film Amici miei. Credo che questo ritratto possa servire a cambiare anche l’idea che abbiamo della musica classica, a togliere quello strato di polvere che immaginiamo sopra l’oggetto musica classica”.

Sempre la sera di sabato 13 luglio, come anticipato, dirigerà al Festival Puccini a Torre del Lago Manon Lescaut, tra le opere più difficili del maestro Puccini, per la regia di Massimo Gasparon.

Manon Lescaut è un’opera che purtroppo non fa parte del grande repertorio e non viene eseguita molto spesso perché è un’opera difficile per il pubblico, ma soprattutto è difficile da eseguire, sia musicalmente che registicamente parlando – spiega Beatrice Venezi, raggiunta tra una prova e l’altra – È un’opera in cui Puccini sembra voler dimostrare, dopo l’insuccesso di Edgar, di saper fare tutto, spinto anche da un grande slancio di gioventù: inserisce dei pezzi di genere come i madrigali, i minuetti, grandi concertati in stile verdiano, le grandi arie con la melodia all’italiana e poi l’uso dei leitmotiv che è tipico invece della scuola tedesca. Insomma c’è tutto quello che si poteva fare e immaginare e anche di più in quest’opera che è una grande dimostrazione di tutto il suo talento. Per quanto riguarda l’allestimento sarà uno spettacolo piuttosto pop per cui penso che non ci sia modo migliore per festeggiare questo compositore. Puccini era talmente popolare che la sua musica, da molti teatri e da molti direttori, per lungo tempo, fu considerata musica “da sartine”. Io credo invece che abbia tutto il diritto di rientrare a pieno titolo e di far parte dei grandi compositori che hanno cambiato le sorti del ‘900 musicale in Italia e con lui, con la sua musica, sostanzialmente termina il melodramma italiano”.

Sempre impegnata nel segno di una carriera dai ritmi elevati e serrati, il direttore d’orchestra lucchese ci spiega il suo segreto: “Riuscire a pensare e a portare avanti più cose contemporaneamente, come prove, libri, interviste, viaggi e tv, è il frutto di un allenamento mentale e costante, unito a una buona dose di testardaggine e all’immensa passione che nutro per tutto ciò che faccio. – conclude VeneziInoltre, e di questo sono molto grata, è anche il frutto di un’organizzazione famigliare che mi supporta sempre”.