di Antonietta Bandelloni – Produzione ed esportazione in calo per il settore lapideo, nautica in netta crescita ma pesa l’inflazione in tutti i settori.
Nella giornata di oggi Confindustria Toscana Nord ha presentato la chiusura del 2024 con l’analisi dei dati delle realtà produttive che interessano le provincie di Lucca, Pistoia e Prato.
L’industria italiana e di conseguenza anche quella lucchese, in questo momento ha un profilo complesso che risente fortemente dell’inflazione, dei costi energetici molto più elevati rispetto ad altri paesi europei e della situazione di instabilità causata dalla guerra in Ucraina e dal conflitto in Medio Oriente.
Andamento della prodizione industriale
I volumi di produzione media industriale della Toscana Nord durante il 2024 sono scesi del -2,2%, trascinati dal settore fortemente negativo della moda, concentrato soprattutto a Prato e in parte a Pistoia.
Il settore maggiormente in crescita invece è quello relativo alla chimica-plastica che chiude il 2024 con un +3,2, seguito dalla nautica con un +1,4% e dalla metalmeccanica con un +0,4%.
Le lavorazioni non metallifere che comprendono il settore lapideo, del vetro e dei materiali edili termina il 2024 con un -1,6% mentre l’arredamento si attesta sul -2,1% e il settore tessile con un -9,2%.
Per quanto riguarda la sola produzione manifatturiera lucchese, chiude con un bilancio positivo pari al +1,4% che comprende dati negativi come quello della moda che segna un -12,2% in lucchesia ma anche ottimi risultati da parte della cartotecnica con un +2,9% e un +1,4% del settore nautico.
Distretto lapideo
Il settore lapideo che comprende quello estrattivo delle cave e quello di trasformazione dei marmi e dei graniti, al momento impiega 1.800 lavoratori diretti e indiretti in tutta la provincia di Lucca. Assume una particolare rilevanza l’occupazione manifatturiera in questo settore nel comune di Minucciano con un 67% di lavoratori che dipende dal lapideo, di Seravezza con un 60% di lavoratori, Pietrasanta il 51% e Stazzema il 38%.
La produzione per l’anno 2024 ha registrato un -3,9% e le esportazioni sono calate del 3,5%.
“Nel nostro settore stiamo faticando con la gestione degli scarti di lavorazione che vengono smaltiti come rifiuti con costi molto elevati, più alti di quelli che hanno altre zone del nostro Paese come Lazio, Veneto e Lombardia – dice Agostino Pocai, presidente della sezione Lapidei e varie di Confindustria Toscana Nord – questo accade perché purtroppo, a livello regionale, si fa fatica a mettersi d’accordo su cosa siano questi scarti di lavorazione. Noi abbiamo fatto come Confindustria Toscana, in collaborazione con Cosmave, diversi studi con l’obiettivo di dimostrare che tali scarti gestiti a livello di produzione delle singole realtà e con determinate procedure, possano essere utilizzati come sottoprodotto. Potrebbero divenire una risorsa da impiegare in ambiti dove c’è la richiesta di questi materiali come per gli argini dei fiumi e per i caping delle discariche. Ci viene richiesto di trovare una soluzione nell’ottica dell’economia circolare per i nostri scarti ma dall’altra parte non c’è un’intesa su quello che proponiamo”.
Nautica da diporto
La cantieristica da diporto in provincia di Lucca conta 139 imprese con 1.747 addetti. Considerando anche l’indotto, solo su Viareggio sono concentrate 700 imprese collegate alla nautica che contano 5mila addetti.
La produzione nautica viareggina segna un +2,2% nei primi tre trimestri del 2024 con un incremento delle esportazioni in crescita continua del +26,4%.
“Viareggio costruisce imbarcazioni che vanno dai 25 ai 50 metri di lunghezza ma il comparto che al momento è più in sofferenza è quello dai 25 ai 30 metri – afferma Riccardo Lari, presidente della sezione nautica di Confindustria Toscana Nord – le barche oltre i 50 metri vengono realizzate fuori provincia, nei cantieri di La Spezia, Carrara e Pisa-Livorno, dove c’è una maggiore possibilità di pescaggio e di capannoni che si sviluppano maggiormente in altezza. Al momento c’è la necessità di incrementare maggiormente la produzione di imbarcazioni fino ai 30 metri. C’è anche un’altra questione questione che mi preme sottolineare. Tra una decina d’anni usciranno dal mondo del lavoro della nautica tutte quelle persone che oggi sono più qualificate, perché raggiungeranno l’età da pensionamento. Il ricambio generazionale latita e bisogna lavorare affinché ci siano novi operatori del settore molto qualificati, in grado di mantenere alta la bandiera della cantieristica”.
Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.
