L’artista pugliese ha presentato il suo progetto musicale e fumettistico. “La cosa bella del fumetto è che non c’è ancora il business”
Michele Salvemini, in arte Caparezza, torna sulla scena musicale con il suo ultimo disco-fumetto ‘Orbit-Orbit’. Progetto globale quello dell’artista pugliese, che oltre alla parte musicale, ha voluto sottolineare l’importanza personale e generale del fumetto omonimo. Sia raccolta musicale che il libro vanno di pari passo, infatti 14 capitoli del fumetto rispecchiano i 14 brani presenti nel disco.
Davanti alla stampa Caparezza ha raccontato del periodo complicato in questo periodo di assenza dalle scene e dell’azione salvifica che il fumetto ha fatto nei suoi confronti e nei confronti dell’album: “Orbit-Orbit è un cerchio che si chiude dopo quattro anni. Nel 2021 venni qui a Lucca a presentare la variant cover, con Simone Bianchi, di Exuvia. In quel periodo attraversavo una zona emotiva molto difficile, un periodo orrendo. Questo perché oltre all’acufene mi si era aggiunta l’ipoacusia, ovvero la perdita graduale dell’udito. Io ormai da 4-5 anni vivo con gli apparecchi acustici e li consiglio a chi ha problemi come il mio. Purtroppo c’è un tabù sui apparecchi acustici ma non ne vedo il motivo. A me hanno letteralmente cambiato la vita, adesso posso sentire la musica che produco. “
“È tutta colpa mia – continua Caparezza – ascoltavo la musica a volumi dissennati in tutti in questi anni di studio e concerti. Ora che sono ritornato a Lucca per il firma copie per il fumetto ho ritrovato il sorriso, e mi sono chiesto come mai? Perché adesso immerso nei fumetti ho ritrovato il buon umore? Le motivazioni sono due: la prima è che il fumetto è stato il primo amore fin da bambino, infatti volevo fare il fumettista. La seconda motivazione è che in questo mondo non c’è ancora il business che invece aleggia nel mondo musicale.“
Successivamente Caparezza spiega di come dell’importanza fondamentale della striscia: “Quando si lavora per un fumetto si lavora con amore, perché nella maggior parte dei casi hai tutto da perdere. Per fortuna non per tutti. Quando parlo dei disegnatori ne parlo con passione, questo dovrebbe essere anche la musica, perché quando lavoro ad un disco lo faccio con passione. Per me è un miracolo presentare il mio nono disco.“
“Il disco è un doppio cerchio – conclude l’artista – che si chiude, come le due O di Orbit-Orbit, siccome non riuscivo ad incanalare le mie energie creative nella musica, o deciso di metterle nel fumetto. Questa scelta mia permesso di fare il fumetto prima e, miracolosamente, il fumetto dopo.“
Durante la conferenza, il cantante classe 1973, è entrato nel dettaglio del progetto fumettistico e del suo significato filosofico: “Questo album è sulla libertà, ragionando su essa ho pensato che la vera libertà possibile, che mi riguarda, è quella dell’immaginazione che muove tutto ciò che faccio. Ringrazio lo staff di BMG perché, sia la casa editrice che quella discografica, hanno mostrato un grande entusiasmo. Voglio che si sappia perché non è sempre così. Oltre a loro ringrazio personalmente tutti i disegnatori che hanno partecipato al fumetto. “
“Orbit-Orbit – prosegue Caparezza – è la metafora dell’immaginazione, ho utilizzato molte onomatopee che rimandano al mondo manga. Volevo che questo progetto avesse un nome con la doppia parola, come Duran Duran però così sarebbe stato troppo anni 80. Comunque il titolo che ho scelto parlano delle due orbite della mia vita: quelle del fumetto e della musica.“
Il protagonista della vignetta di Caparezza ha come bussola fondamentale la libertà, questa secondo il rapper pugliese dovrebbe esserlo anche in ambito artistico: “Per me l’artista deve prendersi tutta la libertà che vuole, infatti io nel mio disco ne ho utilizzata tanta. Sia nell’album che nel fumetto c’è un percorso filosofico, io come carattere sono molto introverso e per nulla narcisista. Non vorrei mai stare al centro dell’attenzione, il mio desiderio è di vivere nel mio mondo. E mi sono accorto che questa mia visione è molto affine alla sfera dei disegnatori. Però vivendo in questo di mondo mi esprimo, quando posso, la mia libertà.“
“Il percorso filosofico – continua Caparezza – parte dal pezzo ‘Flutto, orbito’. Infatti ogni brano è estremamente collegato ai capitoli del fumetti, infatti le tracce e i capitoli sono 14. Questo brano pesca nell’immaginario sonoro che mi affascinava quando ero bimbo, ovvero il mondo ‘spacemusic’ come i Rockets. L’album inizia con un pezzo minimalista ed elettronico, man mano si aggiungono strumenti fino all’ultimo brano dove la musica è affidata ad una orchestra intera con 74 elementi.“
Il rapper aggiunge con nota polemica verso l’egoismo dell’uomo contemporaneo e di come Orbit-Orbit sia un progetto corale: “In questo periodo un po’ cinico sento dire spesso ‘io no ho bisogno di nessuno!’. Questa è una grande menzogna che ci raccontiamo, io voglio dare peso all’umanità. Ovvero di sottolineare che quando gli esseri umani lavorano insieme sono capaci di cose grandiose e non solo cose crudeli. Come l’album anche il fumetto è un’opera corale, reso possibile grazie a 9 fumettisti. Ognuno di loro si è occupato di una questione specifica. Loro hanno realizzato un mio sogno, entrambi i media si sono influenzati in maniera importante. Dentro il fumetto ci sono più parti di me, da quella più dark che ha la sindrome dell’impostare al me cosmonauta immerso nell’immaginazione.“
Infine Caparezza spiega il suo modus operandi per la composizione di un disco. “Mi prendo tutto il tempo necessario per dare un senso a quello che faccio, sono completamente slegato a tutte le logiche dell’industria musicale. Mi accollo questo rischio con il rischio che ogni album sia l’ultimo. E per questo ogni nuovo disco e come se fosse il mio primo, in questo album mi sono levato la voce da Caparezza. Questo progetto è diverso da tutto ciò che ho fatto.“
“Lo so che ci sono gli algoritmi – conclude Caparezza – e altre dinamiche che sono sempre esistite. Ma io sono un ragazzo del 73, e la prerogativa di noi del 73 è che ce ne sbattiamo di tutto. Questo perché forse siamo nati a cavallo delle cose. La mia regola è fare le cose con onestà e passione. Se va male amen, io di fallimenti ne ho avuti nella vita che mi hanno insegnato molto. I fallimenti fanno parte della vita e non è qualcosa di negativo.”
Al microfono di Gian Marco Bertei Caparezza spiega il suo rapporto con il passato e su come funziona la scrittura così complessa dei testi: “Il me del passato mi fa tenerezza, certe cose e certe frasi non l’avrei dette ma le guardo con gli occhi del presente. Per quanto riguarda la capacità che ho nella scrittura non riesco a spiegartela, io sono come un ricevitore d’idee come il personaggio Antenna all’interno del fumetto. Se vuoi sapere la risposta forse è meglio se chiedi all’iperuranio.“
Gian Marco Bertei è laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi Insubriae di Como\Varese. Ha collaborato con varie testate giornalistiche.
