Cronaca Versilia

Beatrice Venezi: “La cultura è un ponte, non un campo di battaglia”

di Antonietta Bandelloni – Dal debutto alla direzione d’orchestra fino ai progetti internazionali: Beatrice Venezi al Caffè della Versiliana racconta la sua carriera.

Una lunga intervista con tanti spunti di riflessione quella che ha avuto come protagonista nella giornata di ieri 1° agosto il direttore d’orchestra Beatrice Venezi al Caffè della Versiliana, intervistata dal giornalista Paolo Giordano dinanzi a un pubblico interessato.

Venezi ha ripercorso a ritroso la propria carriera raccontando aneddoti ma facendo anche riflessioni sulla musica, il rapporto tra arte e politica, il futuro dei teatri, della musica lirica e sinfonica e i due progetti editoriali ai quali sta lavorando.

Il debutto: “Mi dissero: domani dirigi tu”

L’inizio della sua carriera, dopo la laurea al conservatorio, è arrivato all’improvviso mentre lavorava come maestro collaboratore in Germania. Confidò al direttore d’orchestra il desiderio di dirigere. “Mi disse semplicemente: -Domani la prova d’orchestra la fai tu-. Non avevo mai preso una lezione di direzione. Alla fine della prova esclamò: “You can do it”. Lo sai fare. L’orchestra mi regalò la mia prima bacchetta e da lì è iniziato tutto.”

Da quel momento iniziò gli studi con il maestro Piero Bellugi, costruendo una carriera che l’ha portata nei più prestigiosi teatri internazionali: dalla Corea al Giappone, fino all’America Latina.

L’emozione del Giubileo della Regina Elisabetta

Tra i tanti ricordi che Venezi ha voluto condividere con il pubblico, ha citato il concerto del Giubileo di Platino della Regina Elisabetta II, quando ha avuto modo di dirigere Andrea Bocelli in “Nessun dorma”.

“Uscendo dal camerino mi trovai accanto Brian May, Andrew Lloyd Webber e tanti altri grandi artisti britannici. È stata un’emozione enorme, anche se dal punto di vista tecnico fu uno dei concerti più complessi che abbia mai diretto“.

Teatro Colón: il suo luogo del cuore

Pur avendo diretto in tutto il mondo, Beatrice Venezi afferma che il luogo che più di ogni altro porta nel cuore è il Teatro Colón di Buenos Aires: “Per me resta il teatro più bello del mondo. Ha un’acustica straordinaria e poi c’è il suo pubblico caloroso, quasi da stadio. Per un artista è un’esperienza unica“.

Ha ricordato anche un singolare momento vissuto in Giappone. Una funzionaria dell’Istituto Italiano di Cultura rimase sorpresa scoprendo che il maestro Venezi fosse donna: “Lì ho capito che certi pregiudizi esistevano ancora. Era il 2018, non trent’anni fa“.

La polemica sulla Fenice e il ritorno in Russia

Uno dei temi più delicati affrontati dal giornalista Paolo Giordano non poteva che riguardare la polemica nata dopo la vicenda de la Fenice di Venezia e le critiche ricevute per i prossimi concerti in Russia e in Georgia.

“La politica deve restare fuori dalla cultura. La cultura russa e il popolo russo non possono essere confusi con le scelte di un governo. La cultura deve continuare a essere un ponte e uno strumento di dialogo. Sono un’artista libera. Vado dove ritengo opportuno dirigere“.

“I teatri devono vivere tutti i giorni”

Uno dei passaggi più applauditi dal pubblico è stato quello dedicato al futuro della musica classica. Per Venezi il problema non è la musica di per sé ma il modo in cui viene proposta: “I teatri dovrebbero restare aperti tutto l’anno. Le persone devono poter entrare, vedere cosa succede dietro le quinte, conoscere i laboratori, i costumisti, le scenografie. È lì che nasce la curiosità“.

Secondo il direttore serve un’importante riforma dell’educazione musicale nelle scuole ma non solo: “L’ambiente musicale è spesso troppo autoreferenziale. Aprirsi significa mettersi in gioco, e non tutti hanno voglia di farlo”.

Due nuovi libri in lavorazione

Durante l’incontro, il direttore d’orchestra non ha fatto mistero nel raccontare che sta lavorando a due nuovi libri. Il primo sarà un saggio che mette in relazione musica e filosofia, affrontando grandi temi dell’esistenza. Il secondo sarà un viaggio nelle città simbolo della musica italiana; una sorta di Grand Tour musicale tra Lucca, Pesaro, Busseto, Bergamo, Catania e tante altre città che hanno storie da raccontare legate alla musica.

L’incontro al Caffè della Versiliana con Beatrice Venezi è stato un momento per riflettere sul ruolo della cultura nella società contemporanea che sempre deve avere la capacità di costruire ponti tra tradizione e nuove generazioni, senza mai mettere da parte la qualità artistica.