Beatrice Venezi non può fare il direttore musicale de La Fenice perché è amica di Giorgia
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Beatrice Venezi in Italia no senza l’autorizzazione di Kim Jong-un

LA DOMENICA DI PASQUINO – I Coreani della Lirica chiedono la condanna di Beatrice Venezi: non ha l’autorizzazione a dirigere di Kim Jong-un.

La notizia è stata rilanciata dalle Agenzie di Stampa. La Cina avrebbe espresso alla musicista lucchese la propria immediata disponibilità a darle asilo politico, il Boing 747 di Air China è già pronto al decollo sulla pista dell’aeroporto militare di Pisa: “La Repubblica Popolare ama la lirica italiana” ha dichiarato il suo ambasciatore, “se l’Italia non è in grado di difendere il suo patrimonio nazionale, sarà Pechino a farlo”. I Coreani della Lirica italiana, infatti, hanno presentato in Tribunale una richiesta di arresto del Maestro Beatrice Venezi per avere accettato la nomina di direttore musicale del Teatro la Fenice senza avere preventivamente chiesto l’autorizzazione a Kim Jong-un. Il reato sarebbe: lesa maestà. Noi ci associamo all’orgasmo dei giornalisti de La Repubblica e de Il Fatto Quotidiano, di Connessi all’Opera e Le Salon Musical che continuano a ciclostilare i comunicati di solidarietà agli Orchestrali de La Fenice provenienti da tutta Italia, a nome “di tutte le maestranze” del Teatro: e aggiungiamo, finalmente! La Cuoca al potere del compagno Lenin! I Coreani insistono sulle competenze della Venezi, del resto seguendo i principi della Costituzione della Repubblica Italiana la nomina di un direttore musicale in un Teatro deve essere decisa anche dagli elettricisti, dai facchini, e dalle maschere. E questo a Venezia non è stato rispettato, e questo è il motivo per cui tutti i Teatri italiani si sono riuniti per solidarizzare con i colleghi de La Fenice. Però, conoscendo il valore dei maestri orchestrali de La Fenice e dei teatri italiani, sorge un dubbio: tutti questi comunicati presentati e firmati a nome “di tutte le maestranze” o “dell’Orchestra”, hanno verificato i colleghi e critici musicali Coreani che siano effettivamente firmati dai maestri e dalle cuoche, o solo dai capetti sindacali? A Mosca, probabilmente sarebbe la stessa cosa, in Europa no (a noi, chissà perché, questi comunicati di solidarietà non sono stati inviati).