Cronaca Versilia

Azzardoaptia: nasce il progetto contro il gioco d’azzardo patologico

di Antonietta Bandelloni – Nasce i progetto ALI Azzardata mente liberi per contrastare attivamente la schiavitù del gioco d’azzardo patologico.

L’azzardpatia è la seconda causa suicidio in Italia, la prima è depressione. Chiamata spesso ludopatia in modo errato, sta dilagando a macchia d’olio sia nella provincia di Lucca che nel resto d’Italia. A dirlo sono i dati sempre più allarmanti. Non è un vizio di cui vergognarsi ma una vera e propria patologia che colpisce direttamente sia i giocatori d’azzardo che le famiglie e gli affetti più stretti di chi ne è affetto.

Se durante il periodo del Covid c’era stato un abbassamento drastico relativo alle giocate effettuate sia nelle ricevitorie che online, con la ripresa delle normali attività quotidiane, il fenomeno dell’azzadopatia si è aggravato ancora di più. Al momento coinvolge qualsiasi fascia d’età e ci sono dati sconcertanti che raccontano di ragazzine e ragazzini che già a dodici anni devono fare i conti con questa patologia, purtroppo poco trattata e lontana dal dibattito pubblico.

A fronte della situazione allarmante, i rappresentanti delle zone distretto dei SerD della Versilia, Piana di Lucca e Valle del Serchio assieme all’azienda USL Toscana nord ovest e zone di competenza del distretto Versilia, Piana di Lucca e Valle del Serchio si sono attivate per creare un progetto collettivo a cui prendono parte anche realtà locali associazionistiche importanti quali l’Auser, il Ceis, Crea e Zefiro.

“Il progetto si compone di tante fasi diversificate – afferma Alessandro Campani, direttore generale della zona distretto Versilia – è una problematica trasversale che non conosce né genere né età. È una questione molto complessa, sfaccettato e richiede sempre un approccio multidisciplinare per niente semplice”.

Il progetto 3.0 A.LI Azzardata-mente liberi mette in campo professionisti in vari ambiti che spaziano da quello medico a quello della comunicazione per sensibilizzare tutte le fasce d’età sull’azzardopatia e su tutto ciò che può comportare in ambito personale, famig6ilare e sociale ma non solo.

Al giorno d’oggi gli smartphone e le piattaforme online hanno reso più facilmente fruibile il gioco d’azzardo. È sempre a portata di mano di tutti, soprattutto delle fasce d’età più giovanili.

“La fascia al momento più a rischio di azzardopatie è quella compresa dai 12 ai 30 anni – aggiunge Eluisa Lo Presti, direttore generale della zona distretto Piana di Lucca – si tratta di una vera e propria emergenza sanitaria e sociale nel campo dei disturbi psicopatologici. L’azzardopatia poi può essere concatenata a tutta una serie di problematiche e situazioni allarmanti che non possono essere trascurate”.

Il progetto avrà una durata di dodici mesi e un budget investito di 289.760 euro in sensibilizzazione, prevenzione e consapevolezza su questa patologia troppo poco al centro dell’attenzione ma sempre più dilagante.

Grazie alla collaborazione attivata con Università di Firenze sarà possibile monitorare l’andamento della situazione all’inizio del progetto in merito alle azzardopatie e tra dodici mesi, dopo che il progetto sarà arrivato a termine per comprovarne la sua efficacia.