Nella serata di martedì 11 agosto, intorno alle ore 23, in via Monte Matanna a Viareggio, un 22enne marocchino ha sfrecciato con l’auto davanti ad una pattuglia della Polizia di Viareggio. Da lì l’inseguimento, il fermo e la perquisizione, nella quale i militari, gli hanno trovato addosso un marsupio con all’interno 240 euro in contanti, due smartphone e 19 involucri di cocaina per un peso totale di circa 18 grammi.
Gli ulteriori approfondimenti, hanno fatto scoprire alle Forze dell’Ordine che l’auto era noleggiata e proseguendo, l’appartamento in cui il giovane abitava era a dir poco lussuoso. Da lì, gli agenti hanno deciso di controllare anche l’abitazione del 22enne trovando un quantitativo notevole di denaro contante, oltre 15mila euro, tutti in banconote di piccolo taglio., presumibilmente ricavati da un’attività di spaccio di stupefacenti.
Il 22enne è stato così arrestato e ieri mattina, mercoledì 12 agosto, davanti al giudice del Tribunale di Lucca, il provvedimento è stato convalidato: il giudice ha stabilito per il giovane l’obbligo di firma tre volte a settimana presso il commissariato di Viareggio.
Le indagini della polizia di Stato, però, non si fermano qui: resta infatti da capire il ruolo che il 22enne arrestato ha avuto nella rete di spaccio viareggina alla luce non tanto del modesto quantitativo di droga rinvenuto nel suo marsupio quanto piuttosto nell’ingente cifra di denaro di cui era in possesso (e che, insieme allo stupefacente e ai cellulari, è stato posto sotto sequestro).
Gli inquirenti si stanno ora concentrando sull’analisi dei due smartphone che sono stati trovati addosso al giovane al momento dell’arresto, nel tentativo di ricostruire la rete di clienti e fornitori. Un primo elemento saltato agli occhi degli investigatori è intanto il confezionamento della cocaina sequestrata, che è apparso identico per modalità e materiali a quella rinvenuta e sequestrata durante l’ultimo blitz nella pineta di Ponente.

Redazione Lucca Times.
