di Antonietta Bandelloni – A cento anni dalla prima assoluta di Turandot, Giacomo Puccini torna protagonista a Lucca con l’opera incompiuta al Teatro del Giglio.
A cento anni dalla prima assoluta di Turandot, Giacomo Puccini torna protagonista nella sua città natale con una grande produzione del Teatro del Giglio Giacomo Puccini. L’opera andrà in scena il 25 aprile 2026 alle ore 18.00, con replica il 26 aprile alle ore 16.00, in una data altamente simbolica che coincide con il centenario del debutto del 1926 al Teatro alla Scala.
L’iniziativa rappresenta uno dei momenti centrali delle celebrazioni pucciniane.
Turandot a Lucca: omaggio al centenario con la versione incompiuta
Per celebrare il centenario, il Teatro del giglio porterà in scena Turandot nella sua versione incompiuta, interrompendosi nel terzo atto dopo la morte di Liù, esattamente come avvenne nel 1926 al Teatro alla Scala sotto la direzione di Arturo Toscanini.
“Il 25 aprile 2026 celebriamo il centenario della prima rappresentazione di Turandot e noi, a Lucca, dobbiamo rendere omaggio al nostro maestro. Sarà una celebrazione di rilievo nazionale – afferma il sindaco di Lucca Mario Pardini – L’opera è viva e deve rimanere viva. La tradizione, se non cambia, rischia: solo cambiando può restare davvero viva tra le persone“.
Un progetto tra tradizione e contemporaneità
L’amministratore unico del teatro, Giorgio Angelo Lazzarini, ha spiegato la visione alla base del progetto: ‘Il nostro Teatro del Giglio Giacomo Puccini celebrerà la tradizione nel modo migliore, rendendo omaggio al maestro.
Questa Turandot nasce in modo particolare: non è solo una celebrazione, ma anche, come diceva il sindaco, un tentativo di trarre linfa vitale dalla tradizione per attualizzarla e andare oltre. Abbiamo costruito anche un percorso propedeutico, fatto di incontri che si sono svolti in questi mesi per approfondire ogni aspetto dell’opera’.
Giovani artisti
“Abbiamo fatto una scelta che può sembrare radicale: affidare il progetto più importante ai giovani artisti. Vogliamo vedere quest’opera attraverso lo sguardo di una nuova generazione – ha aggiunto direttore artistico Cataldo Russo – Non si tratta di attualizzare superficialmente l’opera, ma di mostrare quanto Puccini parli ancora al presente.
Il 25 aprile 2026 saremo testimoni di un passaggio, consegnando al futuro un’opera immortale come Turandot che da cento anni viene rappresentata in tutto il mondo”.
La regia e il finale sospeso
“Il finale aperto è una grande opportunità drammaturgica. Abbiamo scelto di valorizzare il suo sacrificio, che porta il popolo a una presa di coscienza – ha precisato il regista Nadir Dal Grande – Non sappiamo cosa accadrà tra Turandot e Calaf. Questa scelta rispetta fedelmente la partitura. La luce diventa elemento fondamentale, in contrasto con un mondo chiuso e opprimente”.
Sul podio dell’Orchestra della Toscana salirà il Maestro Alessandro D’Agostini: “Troppo spesso Turandot è stata letta solo nel suo aspetto spettacolare, ma c’è molto di più: le sfumature emotive dei personaggi.
Non sono eroi tradizionali, ma figure complesse e irrisolte. Anche Turandot è forte proprio nella sua fragilità. Dopo cento anni, Turandot ha ancora molto da dire. È questo il segno della grandezza di un capolavoro”.
Cast internazionale
Il nuovo allestimento di Turandot avrà un cast di under35 di fama internazionale. Oksana Dyka si calerà nel ruolo di Turandot, soprano di fama mondiale già protagonista al Metropolitan Opera e presenza costante all’Arena di Verona mentre Roberto Aronica è Calaf. La lucchese Maria Novella Malfatti interpreterà Liù e George Andguladze vestirà i panni di Timur.
Completano il cast Gianluca Moro (Altoum), Paolo Ingrasciotta, Giacomo Leone e Alfonso Zambuto (Ping, Pang, Pong), Omar Cepparolli (Mandarino) e Valerio Dimarti (Principe di Persia).
Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.
