di ALDO BELLI –
Sant’Anna di Stazzema 12 agosto 2026. Nel giorno della strage nazi-fascista sono arrivati anche il ministro degli Esteri Tajani e Giuseppe Conte. Il presidente Mattarella ha inviato un proprio messaggio. C’è il governatore della Toscana Eugenio Giani, si alzano i gonfaloni dei comuni. Il sindaco di Lucca viene ricevuto da uno uno striscione : “Pardini: il vice fascista hai voluto, qui non sei il benvenuto” (Fabio Barsanti, il vicesindaco, è uno “stretto collaboratore delle organizzazioni neofasciste lucchesi” dicono i giovani che reggono lo striscione). Premetto che non ho alcuna simpatia per il sindaco Pardini (lo considero un volpino democristiano, abile nel navigare a destra e manca pur di rimanere a galla). Barsanti lo conosco solo dalla cronaca: può essere che sia fascista, nel qual caso preferisco sempre chi dichiara le proprie idee alla truppa dei mascherati.
“Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai” le altre parole sullo striscione. Ma nessuno tornerà mai su queste strade. Il generoso eroismo delle passioni senza guida (o sotto la guida di cattivi maestri), è come guardiani che si avvicendano senza rendersi conto che stanno a guardia del vuoto.
L’antifascismo è scolpito indelebile nella prima parte della nostra Costituzione, e si dice Costituzione antifascista perché frutto del patto di tutti i partiti impegnati nella Resistenza contro il fascismo, anche i monarchici e i comunisti che democratici non erano. “In questo senso l’impronta antifascista della Costitizione è indelebile” diceva Alessandro Galante Garrone. “Ma L’antifascismo come ideologia indebolisce la vera democrazia” sosteneva Renzo De Felice (antifascista come Galante Garrone) perché l’alternativa ideologica “fascismo-antifascismo non ha più senso nella coscienza pubblica né nella realtà della lotta politica quotidiana”. Con una sintesi formidabile spiegava poi la ragione: “se cadesse la cultura ufficiale dell’antifascismo, allora ciascuno sarebbe direttamente responsabile della propria identità civile, politica, culturale e storica. L’abito antifascista non farebbe più il monaco democratico”.
L’ambiguità, e non da oggi, è quella che Augusto del Noce definiva una “forma di legittimazione democratica: la trasformazione dell’antifascismo da opposizione a un regime concreto in una categoria attraverso la quale giudicare e delegittimare le culture non progressiste”; e aggiungeva: “la democrazia non può che essere antifascista, ma non ogni antifascismo è necessariamente democratico” (se solo volessimo una citazione storica: le Brigate Rosse erano antifasciste, ma non certo democratiche; l’Unione Sovietica che alla liberazione del mondo offrì 27 milioni di morti era antifascista, ma non era una nazione democratica).
L’attacco al signor Barsanti mi ha fatto venire in mente il passaggio di un’intervista di De Felice (1988): “Nelle società moderne si sviluppano oggi processi che vanno in direzione contraria a quella della democratizzazione. Tendenze che corrono sotto la pelle delle istituzioni, dell’economia, del sistema sociale. Il potere si concentra al vertice, con tratti di vero oligarchismo, e si frammenta alla base con tratti di vero anarchismo. Il risultato è che crescono le concentrazioni di autorità e decresce, invece, alla base della piramide la governabilità. Pensi all’avanzamento della tecnocrazia. E’ in atto una sottile riduzione del potere dei cittadini, del loro massimo potere, quello di essere informati sui termini di una scelta e poi di scegliere. Questi sono i pericoli reali, non i missini. Qui è la difficoltà della democrazia moderna, non nei fantasmi ideologici”.
Ma la verità oggi 12 agosto probabilmente è un’altra. Questo giorno non consente le parole. 560 inermi trucidati, 130 avevano meno di 18 anni, non furono risparmiati neppure i bambini. Solo il silenzio. Lo stesso rumore assordante del vuoto che avvolse questa cruna delle Apuane dopo il passaggio della furia nazi-fascista. Il silenzio, come la preghiera, ha il dono di accogliere tutti senza chiedere chi sei e da dove vieni.
Aldo Belli, giornalista.
