di GABRIELE VENEZI – Il famoso Olivati per ventura è anche il capogruppo di Lucca Futura, lista progressista al Comune di Lucca.
Cari lettori, non so se avete avuto modo di leggere su una testata web lucchese l’intervento del nuovo astro nascente della critica musicale Gabriele Olivati: che per ventura è anche capogruppo di Lucca Futura, lista progressista al Comune di Lucca. Egli prende di petto la polemica contro il Maestro Venezi, in sostegno alle tesi che la dipingono come incapace di sostenere una nomina come quella di Direttore musicale della Fenice di Venezia.
Anzitutto ci fa piacere di scoprire che Lucca annovera tra le sue fila culturali un nuovo emerito critico musicale che dall’alto dei suoi studi di maschera teatrale giudica il lavoro di chi, come Beatrice Venezi – con appena 17 anni di lavoro di direzione d’orchestra, solo 350 concerti e 85 repliche di opere liriche dirette – osa accettare la nomina di Direttore musicale di un Teatro Italiano.
Bisogna però dire al caro Olivati che se gli riconosciamo l’allure di grande critico musicale (è nota la sua capacità di lettura della partitura e di competenza sul gesto acquisita in anni di dura gavetta come maschera teatrale) non possiamo riconoscergli altrettanta capacità come fine politico Infatti, la sinistra (non solo lucchese) e Olivati avrebbero un asso nella manica per mettere a tacere tutti, ma non lo scrivono, e cioè: che la Venezi da oltre un anno dirige il Teatro Colon di Buenos Aires, il quale dopo una faticosissima ricerca su Wikipedia appare appena al terzo posto nella lista dei più importanti al mondo, messa lì da Milei, il Presidente Argentino, per intercessione della Meloni, e lo stesso accadrà quando dirigerà al Metropolitan imposta da Trump sempre su richiesta sempre della Meloni, la quale Meloni, per inciso, in questi ultimi tempi ha un solo pensiero: sistemare la Venezi. Altro che problemi di Ucraina e Gaza! Un vero scandalo.
A Olivati per completezza suggerirei anche di presentarsi come giudice di X Factor. Avrebbe la stessa credibilità dell’orchestra giudicante del curriculum della Venezi. Forse qualche orchestra italiana che si autoincensa come importante dovrebbe verificare la propria posizione tra quelle esistenti nel mondo e incominciare a rimettersi a studiare, piuttosto che partecipare ad attività sindacali, visto che nelle prime 100 posizioni ne appare solo una e non è certo quella dei giudici della Venezi. Magari cambiare il paradigma non sarebbe male e pensare che forse dovrebbe essere l’orchestra a dimostrare che suona in modo dignitoso, all’altezza dei suoi direttori. Però, scusate, dimenticavo che occorre democratizzare. Anche le Maschere del Teatro debbono avere il potere di veto sulle nomine artistiche e poter scegliere Direttori artistici ,Direttori Musicali e Sovrintendenti.
Che bello! Mi sembra di ringiovanire! Siamo nel ’68 come alle assemblee studentesche d’antan.
Gabriele Venezi è direttore editoriale di Lucca Times.
