Nell’ultimo consiglio comunale, avvenuto lo scorso 30 aprile, è stato approvato il trasferimento del depuratore consortile di Casa del Lupo nella proprietà demaniale del Comune di Porcari; come previsto dalla legge regionale 4 del 2025, la norma stabilisce il passaggio della proprietà degli impianti di depurazione dalla Regione Toscana al Comune sul cui territorio la struttura è realizzata.
Il passaggio non modifica le quote societarie di Aquapur, la società mista pubblico-privata che gestisce l’impianto e che vede la parte pubblica detenere il 60,4 per cento attraverso i Comuni di Porcari, Capannori, Altopascio e Montecarlo, accanto ai soci privati. Il Comune di Porcari, oltre a rimanere socio di Aquapur, diventa adesso anche proprietario del depuratore: per questo il consiglio comunale ha approvato anche il subentro nei rapporti di concessione in essere tra la Regione Toscana e Aquapur.
Al centro del quadro illustrato dal sindaco Leonardo Fornaciari al consiglio comunale anche i lavori di potenziamento e adeguamento del depuratore consortile: “L’intervento, sostenuto da Aquapur con risorse proprie, ha portato la capacità depurativa dell’impianto da 1700 a 2300 metri cubi all’ora. Il progetto è sostanzialmente concluso – ha detto il primo cittadino – e resta da completare la fase del collaudo”.
“Quella approvata dal consiglio comunale – prosegue Fornaciari – è una decisione che riguarda un asset strategico non solo per il Comune di Porcari, oggi nella doppia veste di socio e proprietario, ma per l’intero sistema produttivo. Il depuratore di Casa del Lupo è a tutti gli effetti un anello del processo produttivo delle nostre aziende e rappresenta una infrastruttura essenziale per il distretto cartario, il più importante d’Europa. Con questi atti non ci limitiamo a dare attuazione a una legge regionale, ma diamo gambe a una prospettiva di stabilità, consolidiamo il ruolo dell’impianto e offriamo certezza al mondo produttivo, alle aziende che vi fanno riferimento e ai posti di lavoro che dipendono da questo sistema. È un risultato che si fonda anche su una collaborazione proficua tra i Comuni soci pubblici e la componente privata di Aquapur, cioè le aziende del territorio. Questa sinergia pubblico-privato, costruita nel tempo su un rapporto solido e responsabile, è uno degli elementi che consente di tenere in piedi e rafforzare un asset fondamentale per Porcari, per gli altri Comuni coinvolti e per l’intero distretto”.
La concessione originaria, affidata nel 2008 dalla Regione Toscana e in scadenza nel 2028, è stata interessata da un percorso di revisione legato agli investimenti sostenuti da Aquapur per l’ammodernamento e il potenziamento dell’impianto. I rallentamenti dei lavori e l’aumento dei costi, prima durante il Covid e poi con la crisi energetica, hanno reso necessario valutare il prolungamento della concessione, così da consentire l’ammortamento degli investimenti e arrivare alla futura gara senza ulteriori ristori alla società uscente.
Tra gli atti approvati c’è anche la convenzione tra i Comuni soci pubblici, che servirà a coordinare le funzioni di indirizzo e controllo sull’impianto. Il Comune di Porcari, diventato proprietario della struttura, avrà il ruolo di capofila.

Redazione Lucca Times.
