Cronaca di Lucca

Anche il presidente del Teatro del Giglio indossa la spilla gialla

di ALDO BELLI – Giorgio Lazzarini, nominato dal sindaco Mario Pardini, sale con il Giglio sul carro mediatico contro Beatrice Venezi.

“Un orgoglio per la nostra città” dichiarò il sindaco Mario Pardini il 24 settembre commentando la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale de La Fenice, e poi il 7 gennaio scorso di fronte alle spille gialle: “Siamo di fronte a una forma di censura preventiva che prescinde dal lavoro e mira a delegittimare la persona prima ancora che possa operare, è un metodo che non posso accettare”. E l’amministratore unico del Teatro del Giglio-Giacomo Puccini, Giorgio Lazzarini: “Con i gadget e le spilline si è varcato il limite e banalizzato persino il ruolo della cultura, l’orchestra della Fenice sta travalicando il proprio ruolo verso ambiti che non le competono, con evidente strumentalizzazione politica. Ora poi si arriva alla pura propaganda attraverso le spilline… Come dice Pardini, non è accettabile una campagna denigratoria così accanita e credo che Lucca debba far sentire la sua voce” (Fabrizio Vincenti, La Nazione).

Il 27 aprile scorso, intervistato dall’emittente lucchese NoiTV, Giorgio Lazzarini ha sentito il bisogno di associarsi agli applausi degli orchestrali de La Fenice esultanti per il licenziamento del direttore d’orchestra Beatrice Venezi: “Il sovrintendente Colabianchi e la Fondazione La Fenice hanno fatto bene a risolvere il contratto con la Venezi. L’istituzione innanzitutto.” E poi: “Sinceramente avrei apprezzato che Beatrice Venezi si fosse adoperata maggiormente in maniera costruttiva. Ma evidentemente non era possibile. Quindi questa conclusione va bene”. Tradotto dal noto proverbio napoletano: oltre al danno, anche la beffa.

Mi è venuto in mente un libro di Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Grey (Londra, 1891), quando Lord Henry dice: “c’è solo una cosa al mondo peggiore dell’essere oggetto di attenzione, ed è non esserlo affatto”. Salire sul carro mediatico di Beatrice Venezi, sicuramente è una tentazione alla quale anche gli spettatori più sobri nelle ultime file della platea possono cadere. Parafrasando Enrico di Navarra, una messa val bene una spilla gialla all’occhiello (quella dove una chiave di violino si intreccia con un cuore, simbolo della protesta contro la Venezi).

L’istituzione innanzitutto! esclama Lazzarini. Appunto: Lucca e il suo teatro sono l’istituzione che Lazzarini rappresenta. Diceva il sindaco Pardini: “Quando una concittadina viene colpita in modo così sistematico e organizzato, non posso far finta che sia una questione che non ci riguardi. Non perché Lucca voglia rivendicare appartenenze, ma perché una comunità ha il diritto e il dovere di difendere le proprie eccellenze quando vengono trattate in modo ingiusto”.

Sempre la confusion de le persone/ principio fu del mal de la cittade…” risponde Cacciaguida a Dante (Paradiso XVII). Non è la mancanza di talenti a corrompere una città e a generare la sua decadenza civica, ma la sua incapacità di riconoscerli.

Il sindaco Mario Pardini tragga le sue conclusioni.