Cronaca di Lucca

A Viareggio il centrodestra gioca a Rischiatutto  

di FABRIZIO VINCENTI – Lega in caduta libera dopo il tornado del generale Vannacci, per Forza Italia e Fratelli d’Italia una scelta castrante.

Tira un’aria molto particolare a Viareggio, seconda città come numero abitanti della nostra provincia e dove a breve si andrà per eleggere il successore di Giorgio Del Ghingaro. Dopo dieci anni di Re Giorgio, in riva al mare devono decidere verso quale futuro correre in una località dove i problemi – a cominciare da quelli legati alla criminalità – rendono tutto ancora più complesso. In questo quadro, dopo che per anni il centrodestra ha preso di petto proprio il mandato di Del Ghingaro, è avvenuta una clamorosa metamorfosi. A correre insieme saranno proprio il centrodestra e le civiche del sindaco uscente, che hanno dato vita a un accordo, di cui si parlava da mesi, che pare essere giunto però oltre tempo massimo. E tra poco tenteremo di scrivere il perché. Prima, però, ci preme entrare nei termini dell’accordo che ha visto il centrodestra tenere una posizione che, con un pizzico di eufemismo, si direbbe “molto responsabile”. La coalizione moderata, infatti, ha acconsentito non solo a far scegliere il candidato al mondo civico, scelta che è poi ricaduta non certo su un politico giunto al civismo dal centrodestra ma semmai dalla sinistra, ma anche a rinunciare ai simboli di partito.

E se per la Lega, in caduta libera, e proprio a Viareggio alle prese con una situazione oltremodo difficile dopo che è transitato da quelle parti il tornado del generale Vannacci, per Forza Italia e Fratelli d’Italia pare una scelta quantomeno castrante in termini elettorali. Si dirà: non si è voluto politicizzare il candidato, anzi la candidata (Sara Grilli) che viene dal civismo dopo una militanza a sinistra. Vero. Ma resta il fatto che una lista dall’originalissimo nome “Centrodestra Unito per Sara Grilli” è tutto da vedere se riuscirà a sommare i consensi dei tre principali partiti o perderà pezzi per strada. E, in ogni caso, quanti consiglieri riuscirà ad esprimere, soprattutto nel caso in cui Grilli non risultasse il nuovo sindaco della perla della Versilia? La sensazione è che dall’accordo sia uscito ancora una volta vincente prima di tutto Del Ghingaro.

Sulla scelta delle alleanze serve poi una ulteriore riflessione. Se lo schema del centrodestra, ovvero l’alleanza con il civismo, aveva comunque una sua piena logica in un contesto bipolare, contando proprio sulla forza che esprime tutto il mondo ancora vicino a Del Ghingaro, alla luce della discesa in campo di Marialina Marcucci con il terzo polo perde una buona parte della sua ragion d’essere. A due contendenti aveva senso, a tre decisamente meno. Marcucci – dietro la cui scelta in molti ritengono si celino le crescenti voglie di tornare a Roma da parlamentare del fratello Andrea, che in caso di vittoria dell’ex presidente della Fondazione Carnevale potrebbe intestarsi il successo in vista di uno dei pochi posti che presumibilmente spetteranno ai terzopolisti di ogni risma alla prossime Politiche – avrà la necessità vitale di arrivare al ballottaggio, dove potrebbe, grazie alla sua posizione apparentemente equidistante, intercettare una parte consistente dei voti della candidata esclusa tra quella del centrosinistra (Maineri) e quella civica e di centrodestra (Grilli). Se Marcucci arriverà al ballottaggio, sembra la favorita. Da vedere però se ci arriverà.

Nel caso in cui al ballottaggio andassero invece i due schieramenti tradizionali, la partita si farebbe più incerta, visto che sulla carta la lista di Marcucci dal nome glamour e pret a porter di “Viareggio mon amour” potrebbe raccogliere consensi trasversali destinati a dividersi (o ad astenersi) nel caso di esclusione dal secondo turno. La partita appare molto incerta, i soliti rumors, che non mancano mai in queste circostanze, danno le tre sfidanti piuttosto vicine. Alla fine, potrebbero davvero essere divise da una manciata di voti una volta aperte le urne. Ma per chi arriverà terza la sconfitta sarà cocente, così come per coloro che la sosterranno, salvo trovare il colpo d’ala di un apparentamento al ballottaggio. La partita che si gioca a Viareggio è carica di riflessi che vanno oltre la città stessa e che potrebbero investire anche il capoluogo in merito al ruolo di alcuni dei protagonisti. Giorgio Del Ghingaro si terrà a qualunque titolo lontano dalla competizione lucchese o, in qualche modo, sarà al fianco di Pardini ? E, ancora, Andrea Marcucci, nel caso di vittoria della sorella, quale ruolo intenderà giocherà nella scelta del candidato del centrosinistra a Lucca? In molti sostengono che avrebbe visto volentieri in campo Stefano Baccelli, che ha invece contribuito a “bruciare” a Viareggio con la discesa in campo di Marialina, oltretutto avvenuta quando l’ex assessore aveva da poco ufficializzato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra. Le vie della politica sono infinite e, in ogni caso, se Marcucci, come tutto sembra, volesse davvero tornare a Roma è possibile, anzi probabile, che anche su Lucca cercherà di dire la sua pur non essendo più dentro il Pd (azionista di maggioranza nel campo largo) ormai da tempo.