di Antonietta Bandelloni – Le 2000 gru di carta del Lombardi in vendita per sostenere la ricerca sui tumori infantili nel ricordo di Viola Barghetti.
A Viareggio, in via Machiavelli 79, centinaia di coloratissime gru di carta nel pomeriggio di ieri hanno già spiccato il volo,
Sono duemila circa, tutte diverse, sistemate con cura nelle scatole di cartone sulle mensole e lungo le scale della sede dell’associazione L’Artefice Viola. Ognuna di loro porta con sé un messaggio potentissimo: la speranza di cure sempre più efficaci contro i tumori infantili.

Le gru in questione sono quelle del carro di Carnevale “999” del Lombardi. Ricordando la storia della ragazza giapponese Sadako Sasaki, morta di leucemia a 12 anni a causa delle radiazioni seguite al bombardamento atomico di Hiroshima nel 1945, sono diventate messaggere di pace e ancora una volta di speranza.
In tanti sono arrivati anche da fuori Viareggio per adottarne una. Un autentico pezzo di Carnevale che profuma di pace, e di questi tempi certo non guasta, e di generosità.
In cambio di un’offerta, le gru di carta diventano un gesto di reale aiuto: il ricavato infatti verrà destinato interamente alla ricerca scientifica sui tumori pediatrici.
Mi ritornano in mente le parole della canzone di Pedro Capó: “la hierba buena no se entierra, se siembra”, parafrasando il concetto più che tradurre letteralmente, le persone belle non scompaiono: diventano seme.

Ed è proprio questo il senso. Dietro ogni gru c’è il ricordo di Viola Barghetti, scomparsa prematuramente il 12 dicembre 2023 a causa di un osteosarcoma. Viola era una ragazza che voleva lasciare il segno, fare del bene, cambiare il mondo anche quando sembrava impossibile.
Il suo desiderio prende forma quotidianamente nell’impegno della mamma Simona Lippi, della sorella e di tutta la famiglia, che portano avanti con determinazione l’associazione nata nel suo nome.
L’obiettivo è ambizioso ma alla portata di tutti: riuscire a realizzare, grazie a queste gru, la donazione più grande mai fatta finora da L’Artefice Viola per la ricerca.

E mentre le persone continuano ad arrivare per scegliere la loro gru, tra quei colori, riecheggiano le parole scritte da Viola:
“Non sono una ragazza che sta zitta,
sono una ragazza che al mondo risponde.
Questo mondo così com’è non mi va bene e spero di cambiarlo.
Mi chiamo Viola Barghetti e spero che questo nome venga ricordato come qualcuno che ha fatto la differenza…
perché anche se cambiare il mondo sembra impossibile,
non lo è per me. Io ci riuscirò e lotterò.”Nella sede dell’Artefice Viola in via Machiavelli 79, a Viareggio, ci sono ancora gru pronte per essere adottate.

Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.
