di FABRIZIO VINCENTI – Immigrazione e criminalità: le conferme che arrivano dai numeri. I minori denunciati: Lucca seconda a Firenze.
“Non vi lamentate: vivete in un’isola felice, rispetto ad altre realtà”: ecco il luogo comune che per decenni ci siamo sentiti rivolgere da molti appartenenti alle forze dell’ordine che, per provenienza e/o luogo di servizio precedente, si erano dovuti confrontare con situazioni decisamente più gravi di quelle riscontrabili a Lucca.
Detto che il paragone è sempre meglio farlo nel tempo e non nello spazio, ovvero chi abita a Lucca può e deve confrontare la sua attuale condizione con quella vantata anni addietro e non in improbabili e aleatori confronti con altre realtà distanti magari centinaia di chilometri, confronti che, oltretutto, possono proporre realtà peggiori ma anche migliori, la questione appare superata. Se si scorrono i titoli dei giornali cartacei e on line della nostra provincia non passa giorno in cui non vi si trovano episodi di grave criminalità.
E questo nonostante l’impegno delle forze dell’ordine sia evidentemente crescente. Altro discorso, semmai, ma la questione ci porterebbe lontano, sono le misure che l’autorità giudiziaria prende anche in presenza della consumazione di reati decisamente gravi, misure che, agli occhi di chi non sia pregiudizialmente schierato appaiono insufficienti, talvolta inconsistenti. A causa delle leggi o della loro interpretazione? La questione è dibattuta.
Quello che invece appare solare è che sono in clamoroso aumento i reati compiuti dagli stranieri, reati per lungo tempo occultati anche nelle scarne comunicazioni degli organi investigativi dove molto spesso non si faceva riferimento al Paese di origine. Ora, di fronte al dilagare di certi fenomeni, la verità sta emergendo in tutta la sua gravità, nonostante taluni si affannino a nasconderla per ragioni ideologiche e/o di mera bottega. I numeri, però, sottolineano una cruda e drammatica realtà: in tutta Italia e anche a Lucca gli immigrati delinquono in percentuale straordinariamente superiore ai nativi.
Attualmente, in Italia gli immigrati sono circa il 9% della popolazione (in dieci anni sono cresciuti di un punto), a cui va aggiunto, si calcola, circa un altro 1% di clandestini (a esser ottimisti). Secondo i dati del Ministero degli Interni, oltre un terzo delle persone denunciate, fermate o arrestate in Italia nel 2024 è straniero (siamo al 34,7%), con percentuali doppie per i reati predatori. La percentuale è decisamente più elevata della popolazione di riferimento.
Ma veniamo a Lucca, i cui dati sempre del Ministero, sono stati ripresi, come per tutte le province, dall’indagine de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita. I numeri sono sconcertanti e giustificano in pieno l’allarme immigrazione.
Nel 2024, le persone straniere denunciate nella nostra provincia sono state il 40,8% del totale, una cifra clamorosamente superiore alla percentuale di stranieri residenti (siamo intorno alla media nazionale sopra riportata). Il 40,8% ci vede tristemente al quarto posto a livello regionale, dietro solo a Prato (ormai una giungla con il suo 62% di stranieri denunciati sul totale), Firenze e Pisa. Gli stranieri non pagheranno le pensioni, come qualche propagandista sta continuando a sostenere (con i numeri che anche in questo caso dicono altro), ma un contributo di natura diversa (e davvero di cui si sarebbe fatto a meno) lo stanno dunque dando.
C’è un altro dato da tenere sott’occhio: è quello dei minori denunciati, anche in questo caso con larga presenza straniera: nella nostra provincia, sono il 7,1% del totale dei denunciati dalla forze dell’ordine. Numeri giganteschi: quasi un reato su dieci vede in mezzo un minore. E, in questo caso, Lucca è addirittura al secondo posto a livello regionale, solo di un soffio dietro a Firenze. Anche sui minori, leggendo le cronache, il dato preoccupa ma non sorprende.
Non tira una bella aria, appare chiaro, salvo che per qualche anima bella annidata nelle parrocchie, nei salotti buoni e nelle sedi dei movimenti della Sinistra. Visto lo stato delle cose – con intere aree delle grandi città ormai in mano a bande di immigrati con vocazione criminale – parlare di remigrazione (e su numeri rilevanti, non cinquanta persone a settimana a dir tanto) e di revoca della cittadinanza (non solo per i reati di terrorismo ed eversione come è ora) per chi delinque è soltanto voler rimanere con i piedi per terra e dare un futuro all’Italia; negare il problema, in nome di una accoglienza suicida, è invece la strada che ovviamente hanno seguito, seguono e seguiranno chi è in guerra con il popolo italiano da oltre 100 anni per portarlo alla sua graduale scomparsa attraverso una sostituzione etnica, religiosa, culturale. E in alcuni casi lucrarci sopra.
Le soluzioni per stringere le maglie non mancano (si veda quanto sta accadendo tra gli altri in Austria, Germania e nella socialdemocratica Danimarca, evitando di citare l’Ungheria per non compromettere le coronarie di qualche dem), ma servirà coraggio e ostinazione da parte del governo nazionale: Giorgia Meloni ne avrà abbastanza? Nel frattempo, per cortesia, basta con “Lucca isola felice”.

Giornalista
