Beatrice Venezi Master Class international Buenos Aires
Cover, Cronaca di Lucca

Beatrice Venezi ambasciatrice della giovane lirica italiana

La Venezi inaugurerà in Argentina con la Fondazione Beethoven la sezione internazionale della Open Masterclass Series sull’interpretazione e la direzione dell’opera italiana.

Una parentesi: coincidenza terribile ed eloquente. Mentre a Buenos Aires, tempio della musica lirica mondiale, la giovane direttore d’orchestra italiana Beatrice Venezi viene invitata in cattedra per insegnare l’interpretazione e la direzione dell’opera italiana, in Italia i media (e preoccupa che includa anche RaiNews) danno spazio – “di parte” e non “di informazione” – a quattro scappati di casa che hanno confuso il Teatro La Fenice di Venezia con la Fiat di Valletta e il diritto alla violenza ideologica con il diritto al lavoro: “In mille per le calli contro Venezi direttrice” (fine parentesi).

Scrive La Red Argentina de Jóvenes Directores: “L’acclamata direttrice d’orchestra toscana Beatrice Venezi, una delle figure di spicco dell’opera europea contemporanea, inaugurerà la sezione internazionale della nostra Open Masterclass Series in collaborazione con la Fondazione Beethoven, concentrandosi sull’interpretazione e la direzione dell’opera italiana”. Il workshop è aperto ai direttori d’orchestra, studenti, cantanti lirici e amanti dell’opera di tutte le età e professioni, l’ingresso è gratuito.

La Fondazione Beethoven di Av. Santa Fe 1452, affonda le sue radici nel Conservatorio Beethoven di Buenos Aires, fondato nei primi anni del Novecento da Augusto Sebastiani giunto da Napoli in Argentina per diventare “primer arpista” della Orquesta Estable del Teatro Colón. Sebastiani svolse il ruolo fino al 1923, fu anche insegnante di arpa al Conservatorio Nacional de Musica y Declamacion di Buenos Aires fino al 1924, nonché al Conservatorio Municipal de Musica fino al 1937 e al Conservatorio “Williams” dal 1916 al 1923, partecipò come membro della giuria all’Israel Harp Contest del 1965. Con l’italiano Sebastiani si diffuse lo studio dell’arpa da concerto. Le Edizioni Ricordi avevano pubblicato nel 1914 il suo “Studio d’orchestra per arpa su opere teatrali”.

Un secolo dopo, la pianista Pía Sebastiani promosse la nascita della Fondazione Beethoven: per la sua carriera e le sue composizioni è considerata una delle personalità musicali più importanti e poliedriche dell’America Latina. “La mia più grande gioia è vedere giovani talenti emergere e lanciarsi presto in carriere professionali. Ecco perché credo che il Conservatorio Beethoven sia un obiettivo primario della mia vita” dichiarò a La Nation il 28 luglio 2015.

Giovani talenti, dunque. “Per raggiungere i nostri obiettivi, la Fondazione organizza diverse attività musicali, concerti, progetti di ricerca, conferenze, tournée e concorsi, che contribuiscono a scoprire e coltivare talenti promettenti nel Paese, con potenziale internazionale”.

E in Italia, mi chiedo: come e dove si guarda ai giovani talenti che rappresentano il futuro della cultura italiana?