“Oltre 500 i lavoratori in ginocchio per le restrizioni volute dal sindaco di Forte dei Marmi per le serate in spiaggia”, afferma Sermattei.
Ad alzare ancora una volta la voce è Alessandro Sermattei, amministratore unico di My Maitò che già ha contestato le ripetute ordinanze del primo cittadino. E adesso l’attenzione si sposta sulla limitazione di dipendenti e fornitori conseguente al taglio drastico delle feste negli stabilimenti.
“Il sindaco faccia una seria riflessione sulle scelte che ha voluto intraprendere – evidenzia Sermattei – solo noi di Maitò abbiamo 25 persone in meno a lavorare per il contenimento delle serate, a cui se ne aggiungono altrettante tra musicisti, fornitori, addetti al montaggio, sicurezza ecc. per un totale di 50 unità che si trovano a non operare.
La concessione del nostro stabilimento rappresenta il 10% di quelle presenti a Forte dei Marmi per cui il calcolo è rapido: 500 sono le persone colpite dalla restrizione, con incassi/stipendi e collaborazioni che saltano.
E’ contento il sindaco di tutto questo? A fronte poi di un’imprenditoria crescente, nei prossimi anni il paese è destinato a perdere la propria competitività se si impongono paletti.
Maitò ha una clientela internazionale con possibilità di spostarsi altrove se non si diverte e individua località con maggior appeal. E come non abbiamo apprezzato noi la decisione del sindaco non è gradita neppure a tutte le aziende presenti _ e ce ne sono con mentalità aperta a innovare _ che hanno una visione decisamente imprenditoriale. Ma che, come noi, hanno comunque sempre mantenuto fede e rispetto alla tradizione dei luoghi, assicurando lavoro a persone del posto”.
Avvocato, ha iniziato la carriera professionale presso lo studio legale dell’Avv. Nicola Guerrera negli anni più intensi del fenomeno mafioso calabrese. Esercita la professione forense a Cagliari e Lucca, dove attualmente risiede. Sensibile, tra l’altro, ai temi legati alla difesa dell’ambiente e degli animali, ha promosso e curato significative cause e iniziative a livello nazionale. Patrocinante in Cassazione, si adopera nel ramo del diritto civile e penale, con una particolare attenzione al disagio familiare sino alla violenza di genere.
