Cronaca di Lucca

Fondazione Ragghianti: sul transatlantico che contribuì a diffondere il design e il gusto del Made in Italy

di Antonietta Bandelloni – La mostra che racconta l’epoca in cui il design italiano ebbe un ruolo fondamentale sulla ripresa economica dopo la guerra, anche attraverso il transatlantico Andrea Doria.

Stati Uniti e Italia, separate fisicamente dall’Oceano Atlantico, seppero creare solidi ponti artistici e culturali nel secondo dopoguerra, voltando a proprio vantaggio e in modo intelligente quello spazio che le teneva lontane. Mentre oggi si parla solo di dazi, c’è stato un momento in cui le due nazioni si sono tese la mano per intessere una stretta collaborazione che portasse l’Italia a una ripresa economica dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Fu Giò Ponti nel marzo del 1950 a scrivere sul Corriere della Sera quando fosse importante promuovere la cultura, l’arte e il vivere tipicamente italiano attraverso le navi che si muovevano da una parte all’altra dell’Atlantico. Quell’articolo, pubblicato con il titolo ‘ Occorre che sui nostri bastimenti gli stranieri imparino l’Italia’, preannunciava qualcosa di molto concreto.

Un anno più tardi, il 16 giugno del 1951, venne varata la nave Andrea Doria costruita dai cantieri Ansaldo di Sestri Ponente, Genova. Durante il suo viaggio inaugurale, dal 14 al 23 gennaio del 1953 tra Genova e New York, gli oltre mille passeggeri a bordo ebbero modo di apprezzare un gran numero di opere d’arte italiane a bordo, tanto che all’epoca il transatlantico veniva considerato dalla stampa alla stregua di un museo galleggiante.

Gli allestimenti interni ebbero intenzionalmente una funzione rappresentativa dello stile italiano. Basti pensare per esempio che lo stesso Giò Ponti e Nono Zoncada progettarono il bar di prima classe, inserendo il grande pannello decorativo in ceramica di Romano Rui.

Tra gli ambienti più belli e iconici dell’Andrea Doria c’era sicuramente la suite di prima classe denominata ‘Zodiaco’, progettata da Giò Ponti e decorata da Piero Fornasetti con stelle e pianeti ma anche elementi antropomorfi e zoomorfi. Un vero capolavoro di design italiano in totale opposizione alle proposte dell’epoca più moderniste.

L’Andrea Doria però non portava solo il design italiano verso gli Stati Uniti ma riuscì a introdurre sul mercato oltreoceano anche materiali industriali di primissimo livello prodotti da aziende prestigiose come le Officine Allestimenti Riparazioni Navali di Genova, più note con l’acronimo OARN.

Il transatlantico era un’esposizione itinerante del meglio della produzione artistica, di design, della manifattura e delle industrie che l’Italia offriva in quel periodo storico. La Richard Ginori aveva un vero e proprio stand a bordo dove era possibile apprezzare un vaso di Giò Ponti di una serie oggi divenuta celeberrima ovvero la ‘Passeggiata Archeologica’.

Esposti nella mostra in corso alla Fondazione Ragghianti ‘Made in Italy. Destinazione America 1945-1954‘ è possibile apprezzare due studi originali di Piero Fornasetti relativi agli arredi del transatlantico Andrea Doria, tragicamente colato a picco nella notte tra il 25 e il 26 luglio del 1956 dopo la collisione con la prua rinforzata della nave svedese Stockholm al largo dell’isola statunitense di Nantucket.

Gli studi in questione riguardano la Suite Zodicaco e la decorazione con banchi di pesci colorati, entrambi realizzati nel 1951.

La mostra rimarrà aperta fino 29 giugno 2025, dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 19 compresi 1° maggio e 2 giugno.