di Gabriele Venezi – Anche Minniti nella politica lucchese ridotta sempre più spesso ad una farsa fino ad oggi riservata all’opposizione.
Leggendo il comunicato inviato dall’ex assessore Minniti la prima riflessione che ci viene in mente è quella di pensare che la politica lucchese ultimamente si riduce sempre più spesso ad una farsa fino ad oggi riservata all’opposizione.
Con le sue dichiarazioni osserviamo che il virus si sposta velocemente.
Francamente comprendiamo l’uomo e ci fa tenerezza nella sua rivendicazione assurda di cose che non ha portato a compimento nei suoi 2 anni e mezzo di gestione delle deleghe perché capiamo che nel giro di pochissimo tempo gli sono venute a mancare due indennità pesanti sia come vicesindaco che come assessore.
Il politico Minniti ci fa solamente sorridere amaramente nel pensare a quanto tempo abbiamo sopportato la sua totale inadeguatezza nei settori chiave del sociale e della sicurezza. Imputare al suo successore in carica da pochi giorni tutte le deficienze che hanno accompagnato la sua gestione ci fa pensare più ad una performance da Zelig che ad un intervento politico.
Dal caos sulla Misericordia nella questione Antraccoli, alle situazioni criminogene e border line che sta vivendo la città senza un minimo cambio di rotta nell’impiego specifico antidegrado della Polizia Municipale; dalla totale mancanza di controllo sulle singole realtà di accoglienza degli immigrati e delle associazioni che lucrano nel settore a quello sulle RSA del territorio e sulle relative convenzioni alle associazioni che le gestiscono .
Ebbene, non abbiamo mai visto in questi due anni altro che la gestione tecnica di dirigenti comunali, spesso legati a doppio filo con la passata amministrazione e mai, dico mai, una visione politica d’insieme su di un settore strategico come la sicurezza e il sociale.
L’eredità a Bartolomei è di quelle che farebbero tremare i polsi a chiunque, e gli auguriamo di prendere velocemente in mano tutti i dossier aperti e mai conclusi dall’ex assessore.
Sul fronte politico ci chiediamo quali saranno le reazioni all’interno della Lega. Di certo un attacco così frontale da parte di Minniti non passerà sotto silenzio. (Gabriele Venezi – direttore editoriale Lucca Times)
Il comunicato stampa integrale dell’ex assessore Giovanni Minniti (22 aprile 2025 ore 12:58)
La drammatica vicenda dell’accoltellamento in via del Battistero ripropone il tema della necessaria attività di prevenzione delle attività criminali svolta egregiamente da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri ed alla quale ha attivamente contribuito anche la Polizia Municipale di Lucca quando ero assessore alla Sicurezza.
In tal senso, afferma Giovanni Minniti, si collocavano le misure da me volute e realizzate quali le modifiche al Regolamento di Polizia Urbana con l’introduzione del Daspo, la costituzione dell’unica unità cinofila antidroga presente in città a disposizione anche delle altre forze di Polizia, la videosorveglianza e l’estensione del controllo del vicinato in molte zone tra le quali Pieve Santo Stefano, le convenzioni con Fox per la movida e con l’associazione dei Carabinieri in congedo per il controllo dei mercati e il contrasto del degrado in città, l’acquisto di body cam per i vigili urbani e il concorso per assumere agenti della Polizia Municipale che ha portato l’organico ai livelli previsti dalla legge.
Certamente un buon viatico per il nuovo assessore alla sicurezza Salvadore Bartolomei al quale non rimane che tirare fuori dal cassetto e far approvare alla svelta il Patto per la Sicurezza di cui Minniti è stato l’ideatore e da lui già definito e concordato nei contenuti con Prefettura e Questura
Il Patto per la Sicurezza, sostiene Minniti è un importante strumento per coordinare e integrare la prevenzione del crimine in città e sarebbe opportuno che Bartolomei si svegliasse dal torpore per procedere con la sua sottoscrizione una volta superato l’imbarazzo della paternità di Minniti che non pretende certo i diritti d’autore.
E già che si trova, Bartolomei nella sua veste di assessore al Sociale dovrebbe prendere una decisione sulla famosa determina di Antraccoli per sistemare nell’immobile della Misericordia nuclei familiari in emergenza abitativa, persone con disabilità e donne vittime di violenza seguendo gli indirizzi già espressi da Minniti.
Comprendo che qui la situazione è molto delicata: se la determina è sbagliata occorrerà prendere provvedimenti a carico del dirigente al Sociale che però è benvoluto dalla sinistra ed è intoccabile; se la determina rimarrà così come è oppure se verrà marginalmente modificata questo significa che Minniti aveva ragione e che la fronda nei suoi confronti è stata organizzata solo per assicurare il posto di assessore e lo stipendio a un soggetto che di suo non ha portato nemmeno un voto a Pardini e che addirittura era contrario alla sua candidatura alla carica di Sindaco di Lucca.
In questa vicenda l’immobilismo, il non fare nulla, lo starsene con le mani in mano nella speranza che il tempo accomodi tutto è controproducente: Bartolomei deve agire sia per il rispetto dovuto ad una istituzione prestigiosa come la Misericordia che non meritava di essere tirata in ballo in una polemica meschina sia per evitare un danno economico al Comune di cui potrebbe essere responsabile qualora decidesse di ridurre il numero di utenti da collocare ad Antraccoli. Infatti, gli importi riconosciuti a favore del sodalizio con la determina di febbraio sono dovuti per tutto il 2025 e più il tempo passa e a maggior ragione se si riduce il numero dei beneficiari della misura assistenziale il rischio di danno erariale si concretizza sempre di più.
Da ultimo vi è da rispettare l’accordo con la Prefettura con la quale Minniti ha mediato per scongiurare l’apertura del Cas ad Antraccoli e i patti devono essere rispettati piaccia o non piaccia conclude Minniti.
Gabriele Venezi è direttore editoriale di Lucca Times.
