Cronaca Versilia

Seravezza: la processione di Gesù Morto del Venerdì Santo

di Antonietta Bandelloni – Nonostante il tempo incerto, in tanti ieri sera hanno voluto prendere parte alla processione di Gesù Morto che ha percorso le vie di Seravezza rischiarate dalla tremolante luce dei lumi.

Grande attesa per la triennale processione di Gesù Morto che ha avuto luogo ieri sera a Seravezza dopo sei anni di fermo a causa delle limitazioni imposte in precedenza dal periodo pandemico.

Mentre le acque impetuose del Serra e del Vezza hanno fatto da sottofondo rumoroso al solenne rito, più di ottomila bicchieri in vetro contenenti i lumi e le vaschette più grandi con le candele posizionate sui muretti, hanno rischiarato la notte.

Il carro con Cristo ottocentesco vestito del solo perizoma oramai esanime, la Madonna che lo sostiene, la Maddalena e San Giovanni stante, è stato scortato da due carabinieri in alta uniforme da Riomagno fino alla Misericordia, dopo aver percorso le strade di Seravezza.

Spente le luci dell’illuminazione pubblica, il solenne corteo ha iniziato a muoversi dalla piccola piazza dinanzi alla Chiesa di San Giovanni, accompagnato dai confratelli della Misericordia nascosti sotto la cappa nera: la divisa storica che racchiude di fatto l’alto valore simbolico dell’istituzione ovvero fare del bene senza essere riconosciuti.

Sono state cinque le tappe che la processione ha percorso con la sosta più lunga grande fatta in piazza Carducci.

Dietro la buon riuscita della processione di Gesù Morto c’è il lavoro instancabile di tanti volontari che per mesi e mesi hanno provveduto a preparare i migliaia di bicchieri in vetro e a collocare la cosiddetta ‘biancheria’ ovvero le strutture in legno bianche fuori e dentro gli argini dei fiumi da usare poi per mettere in posa i lumi.

Quest’anno hanno dato il proprio prezioso contributo anche i ragazzi che frequentano l’ISI Marconi di Seravezza, realizzando i cerchi in ferro necessari per fissare i lumi alla ‘biancheria’.

La processione triennale di Gesù Morto, come di consueto, è stata organizzata dalla Misericordia di Seravezza ed è un evento che ha antiche origini. Le prime prove documentarie risalgono al 1861 anche se si pensa che la tradizione sia addirittura precedente.