di Antonietta Bandelloni – ‘Made In Italy. Destinazione America 1945-1954’ è la mostra della Fondazione Ragghianti che racconta un’Italia capace di esportare la propria fantasia negli States.
C’era un tempo in cui, nel secondo dopoguerra, l’Italia fu fonte di grande ispirazione nel settore dell’arte e del design, soprattutto per l’America. Con l’avvio del Piano Marshall i rapporti tra i due paesi si intensificarono mediante una serie di iniziative mirate a sviluppare la produzione industriale ma anche artistica e artigianale.
La promozione dei prodotti di produzione nazionale sul mercato americano ben presto iniziarono a far divenire particolarmente ambiti oggetti di design sia di lusso che di utilizzo più quotidiano.

La mostra ‘Made In Italy. Destinazione America 1945-1954’ che aprirà al pubblico a partire da pubblico 5 aprile fino al 29 giugno, è stata presentata stamani dal direttore della Fondazione Ragghianti Paolo Bolpagni, dal presidente della Fondazione Alberto Fontana e dai due curatori Davide Turrini e Paola Cordera.
Presente anche la console americana Daniela Ballard che ha voluto portare i saluti del Consolato Generale degli Stati Uniti a Firenze: “E’ un onore per me prendere parte a questa straordinaria mostra, soprattutto nel momento in cui commemoriamo l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale – ha affermato Ballard – un evento cruciale per la liberazione dell’Europa e la sconfitta della tirannia“.
L’esposizione racconta attraverso progetti, idee, oggetti di design e attraverso la moda un momento della storia significativo, quando i dazi imposti in questi giorni da Trump erano cosa lontana e nemmeno immaginabile.
Tra gli oggetti esposti i bicchieri e le brocche realizzate con il rinomato vetro di Empoli degli anni Cinquanta pensate per un arredamento economico ma anche i preziosissimi oggetti realizzati con l’antica tecnica del commesso fiorentino realizzati da Blow e Lastrucci per la manifattura di Monticci.

Quattro le iconiche calzature di Ferragamo realizzate in capretto e merletto ad ago di Tavernelle, che catturano immediatamente l’attenzione per la ricercatezza dei dettagli. Hanno tutte storie da raccontare che mettono assieme design, artigianalità e lusso alla stregua delle preziose terracotte invetriate a forma di animale di Guido Gambone del 1950.
Il catalogo della mostra edito da Dario Cimorelli contiene approfondimenti accurati e contiene testi in italiano e inglese. Curato da Cordera e Turrini, oltre a proporre le foto delle 170 opere in mostre, racconta l’epoca del dopoguerra e quanto il design influì sul gusto statunitense e sull’economia italiana in ripresa.
L’esposizione è stata realizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il contributo di Toscana Aeroporti, il supporto di Banco BPM, la partnership di Ars Movendi – Firenze e il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, dell’American Chamber of Commerce in Italy, della Regione Toscana, della Provincia di Lucca e del Comune di Lucca.
Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.











