di Antonietta Bandelloni – Dopo le indagini diagnostiche, ha inizio il restauro della preziosa torre campanaria e delle sette campane duecentesche.
Sarà il restauratore Paolo Cecchettini ad occuparsi del restauro degli elementi lapidei della torre campanaria di San Michele in Foro che si eleva verso il cielo per 42 metri di altezza.
Un compito arduo il suo che richiede professionalità, competenze e conoscenze maturate sul campo. Tutte caratteristiche che Cecchettini, diplomato alla prestigiosa scuola di alta formazione dell’opificio delle pietre dure di Firenze, sicuramente possiede visti i precedenti lavori che ha condotto.
Un esempio? La ricostruzione e il posizionamento della mano con il bastone del celeberrimo Biancone dell’Ammannati in piazza della Signoria a Firenze: un restauro complesso effettuato per l’Opificio delle Pietre dure dopo che due vandali ruppero la parte aggettante dell’opera.
Il restauro della torre campanaria di San Michele è supportata economicamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che curerà direttamente i lavori, affidati anche degli architetti Leonardo Casini e Patricia Cid, supportati da Alessandro Lenci e Massimiliano del Bino per il progetto strutturale.
La Chiesa di San Michele è per tutti i lucchesi, e non solo, un vero e proprio punto di riferimento. La soprintendenza di Lucca che dirigerà l’intervento di restauro, mirerà a restituire all’opera architettonica una migliore lettura dei suoi marmi garantendone per gli anni a venire la stabilità strutturale.
Il restauro inoltre consentirà di rendere fruibili gli spazi del campanile ai visitatori fino alla sommità per apprezzare un’inedito panorama di tutta Lucca. Verranno restaurate accuratamente anche le sette campane duecentesche, le più antiche di tutta la città e verranno ricollocate con l’assetto originario.
Le campane finalmente torneranno tutte a suonare nei giorni di festa e non solo.
Le principali azioni conservative consisteranno nel recupero del paramento interno ed esterno, con la pulitura dei prospetti e nel consolidamento delle situazioni più delicate. Verranno inoltre sistemate in modo sicuro e stabile le scale e i solai interni.
Le scale restaurate non solo consentiranno ai visitatori di salire fino alla sommità della torre campanaria ma permetteranno ai tecnici di effettuare le manutenzioni ordinarie.
Verranno restaurati accuratamente anche gli elementi decorativi del campanile come le protomi leonine.
Gli interventi strutturali sono sostenuti dalla Fondazione CRL con 1,7milioni mentre l’importante contributo del Ministero della Cultura di 380mila euro verrà adoperato per restaurare le antiche campane.
Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.
