Libri. Fabrizio Vincenti_Ezra Pound e il fascismo spiegato agli inglesi
Cultura e Spettacolo

Ezra Pound inedito nel libro di Fabrizio Vincenti

Ritornano alla luce dopo 80 anni gli articoli del poeta americano Ezra Pound sostenitore di Mussolini e del Fascismo sui periodici inglesi.

Guerra di Etiopia, ruolo degli intellettuali nelle guerre, ma soprattutto la ricostruzione dell’itinerario che ha avvicinato Ezra Pound, il più grande poeta americano del secolo scorso, al fascismo.

L’ultimo libro del giornalista lucchese Fabrizio Vincenti (Eclettica Edizioni) “Ezra Pound e il fascismo spiegato agli inglesi” è una ricostruzione molto dettagliata del rapporto tra il più grande poeta americano del secolo scorso e il fascismo arricchita da oltre settanta articoli inediti (in Italia), che Pound pubblicò nella seconda metà degli anni ’30 su alcune riviste inglesi: articoli nei quali prende più volte le difese dell’Italia, della guerra in Etiopia, del regime economico che Mussolini stava provando a sviluppare con il Corporativismo.

L’accurato lavoro di Vincenti (che è alla sua seconda opera su Pound dopo “Qui Ezra Pound”, nella quale mette a fuoco il suo ruolo nella Repubblica Sociale Italiana), ha consentito di riportare alla luce dopo oltre 80 anni questi documenti pubblicati prima su The British-Italian Bulletin e poi su The British Union Quarterly e Action, due periodici legati alla British Union of Fascists di sir Oswald Mosley.

Pound nel corso degli anni prese sistematicamente le difese dell’Italia e del Fascismo mussoliniano di fronte al pubblico britannico. Una pagina poco conosciuta e che anticipa nel tempo le sue scelte durante il Secondo conflitto mondiale che gli procurarono la drammatica avventura giudiziaria finita con 13 anni di reclusione in manicomio, per le sue dure critiche al ruolo svolto dagli Usa nella guerra e per la sua vicinanza all’Italia.

“Basandosi su preziose scoperte d’archivio e attingendo in tal modo a materiale sin qui ignorato anche dagli studiosi più avveduti – scrive Spartaco Pupo nella prefazione del libro – Vincenti dimostra che l’opera di divulgazione della dottrina del fascismo da parte di Pound fu un’iniziativa libera e volontaria, che non scalfì minimamente l’organicità della sua produzione risalente agli anni ‘10 e ‘20, in quella che egli stesso considerava un’epoca di pieno “rinascimento culturale”.

Dalla serie di contributi scritti, editi e non, che si presenta caleidoscopica nell’ampiezza dei temi trattati senza, tuttavia, allontanarsi dalle questioni di fondo, emerge qui la figura di un Pound come sostenitore autorevole, oltre che convinto, del fascismo, realmente affascinato dalla figura di Mussolini, come dimostrano pressoché tutti i suoi scritti politici, apertamente tangenziali ai temi centrali della dottrina fascista.

Negli scritti, Pound, già in quegli anni, ribadisce le tematiche cruciali del suo pensiero economico e politico, a partire dalla lotta contro l’usura internazionale, così come il suo appoggio al fascismo (anche durante la guerra di Etiopia) e al Corporativismo ritenuto la soluzione più giusta e efficiente per guidare l’economia. Nel dettagliato saggio che introduce gli articoli, Vincenti inquadra con dovizia di particolari la parabola del rapporto del poeta con l’Italia e con il movimento mussoliniano, le cui simpatie iniziarono a manifestarsi già negli anni Venti, dopo essere state in qualche modo incubate in precedenza durante il lungo soggiorno londinese, e che presero definitivamente forma nel decennio successivo, uno dei più prolifici anche da un punto di vista letterario e poetico.

Fabrizio Vincenti, Ezra Pound
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