di Antonietta Bandelloni – È stato inaugurato il percorso espositivo Puccini Manifesto che racconta il proficuo rapporto tra Puccini e il cartellone pubblicitario.
La mostra inedita ‘Giacomo Puccini Manifesto. Pubblicità e illustrazione oltre l’opera lirica‘ propone oltre cento manifesti originali dal Museo nazionale Collezione Salce che raccontano la carriera artistica di Puccini ma anche la storia d’Italia attraverso opere fondamentali della grafica pubblicitaria europea.
Tra le opere più iconiche presenti in mostra vale la pena menzionare il celeberrimo manifesto creato da Leopoldo Metilcovitz per la prima della Turandot, andata in scena al Teatro alla Scala il 25 aprile del 1926, due anni dopo la morte di Puccini.
“È più di un anno che stiamo lavorando alla mostra – afferma Mia Pisano, assessore alla cultura – è un doveroso omaggio al maestro Puccini e al suo genio. Abbiamo affrontato a volte tante difficoltà ma ci siamo saputi ben districare fino ad arrivare alla giornata di oggi”.
“Giacomo Puccini e il manifesto pubblicitario sono legati in modo stretto – dice Simone Pellico, curatore della mostra – attraverso i manifesti è possibile raccontare il Maestro, la sua opera, le passioni, l’epoca e la sua vita, che si apre e si chiude in un parallelismo costante con la storia del cartellone pubblicitario. La mostra illustra questo rapporto in quattro atti, partendo dalle opere liriche ma andando poi ad indagare i legami personali di Puccini con cartellonisti importanti, la sua passione per la velocità e la tecnologia e i suoi rapporti da testimonial per marchi storici dell’industria italiana”.
“Puccini è interprete e testimone della sua epoca e del made in Italy, dei marchi d’impresa con i quali ebbe modo di stringere rapporti – Alessandro Amorese, membro cultura della Camera dei Deputati – tutto ciò si ritrova nella mostra che è stata messa in piedi con mesi e mesi di lavoro: non si organizza certo una cosa simile in pochi giorni.”
“Il manifesto può essere letto come uno spaccato della società che lo produce – dice Elisabetta Pasqualin, direttrice del Museo nazionale Collezione Salce – la mostra permette quindi di attraversare la cultura italiana del periodo in cui Puccini visse, attraverso opere grafiche straordinarie”.
Il percorso della mostra
Il percorso della mostra si snoda attraverso quattro diverse sezioni.
Nella sezione Atto I sono esposti i manifesti originali delle opere di Puccini che spaziano da quelli storici come la Madame Butterfly disegnata da Metilcovitz alle elaborazioni contemporanee, da Adolf Hohenstein a Riccardo Guasco.
In Atto II sono 44 i manifesti proposti, appartenenti agli autori che realizzarono quelli presenti nella sezione precedente, per dare uno spaccato più completo della loro produzione artistica. I manifesti dei pionieri della grafica sono affiancati dai lavori contemporanei di Riccardo Guasco che si inserisce con dei manifesti per marchi storici già esistenti al tempo di Puccini. Proprio Guasco ha firmato anche l’immagine ufficiale della mostra Puccini Manifesto.
Sono 22 invece i manifesti esposti nella sezione 𝗔𝘁𝘁𝗼 𝗜𝗜𝗜, realizzati da artisti con cui Giacomo Puccini ebbe rapporti personali significativi come Leonetto Cappiello, Galileo Chini e Plinio Nomellini.
Atto IV è la sezione che chiude il percorso espositivo con 24 manifesti a tema industriale. Sono i manifesti pubblicitari con le aziende con le quali Puccini intrattenne rapporti di tipo personale o commerciale: auto, cappelli, pneumatici e penne.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 2 marzo 2025.
Antonietta Bandelloni è nata a Seravezza. Studiosa di Michelangelo e divulgatrice d’arte. Fotografa. Ha pubblicato sei libri dedicati alla vita e alle opere di Michelangelo Buonarroti e ha scritto capitoli per altri due volumi, uno dei quali edito in francese.







