Il sindaco Michele Giannini ha inviato un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla gestione del Consorzio di Bonifica.
Diciamo la verità, senza alcuna ombra di voler giocare di parte. Il sindaco del Comune di Vergemoli Michele Giannini ha dimostrato di avere le palle. La riprova è l’attenzione mediatica he ha ricevuto sulla cronaca nazionale.
Le palle si dimostrano quando si mette la propria faccia in una battaglia, senza tanti giri di parole e si chiamano in causa per fare chiarezza gli organismi della Repubblica. Il resto dei cantori del lamento è fuffa per la demagogia politica populista. Se poi la Giustizia farà il proprio corso conta certamente, ma conta assai di più non delegare all’ordine giudiziario nelle sue varie articolazioni il compito di supplire alla responsabilità della politica e di chi ha il dovere della pubblica amministrazione.
I fatti, dunque. Le condizioni degli alvei dei fiumi costituiscono un aspetto fondamentale del rischio di catastrofi, come si è visto anche recentemente anche in Emilia Romagna e in Toscana. Il sindaco Michele Giannini, con buona pace dell’arcipelago ambientalista con le bandiere della pace, ha inviato un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) sulla gestione del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord.
La Regione Toscana esercita per legge una funzione di controllo e di indirizzo di questi enti, baracconi sopravvissuti al caos delle poltrone della Prima Repubblica, sebbene formalmente i consorzi di bonifica siano enti pubblici economici a base associativa. Per fare solo un esempio, in Inghilterra nel settore dei trasporti esiste un’autorità costituita da un solo soggetto responsabile per le strade che attraversano le contee ed un responsabile per le le arterie nazionali: e i sindaci devono rendicontare ogni anno ciò che hanno fatto per garantire la corretta mobilità nell’ambito della propria competenza. In Italia, come nel campo della prevenzione ambientale, si susseguono competenze e organismi dalla periferia al centro per cui alla fine vattela a pesca chi sia responsabile di cosa.
Il sindaco Giannini (in carica dal 25 maggio 2019), nel suo esposto cita 134 milioni di euro di costi per la messa in sicurezza dell’area che comprende 64 comuni tra Lucca, Massa e Pisa nel periodo 2019-2024. A Lucca viene istituita una Commissione Speciale per esaminare le criticità nella manutenzione del cosiddetto “Condotto Pubblico”, l’arteria idraulica che attraversa il cuore della città. E volete farci mancare anche un’altra pletora di politici in aggiunta agli enti e organismi già esistenti? Ma nessuno ne parla, né a destra né a sinistra.
Un esposto sarebbe stato presentato anche da alcuni privati cittadini, nel quale si afferma che alcuni rifiuti dragati dal condotto sarebbero stati smaltiti come terra di scavo, ma pagati come rifiuti speciali proprio dal Consorzio in questione. E noi, umili idioti residuati dell’antico razionalismo illuminista, ci chiediamo: qualcuno, chi di dovere, ha per caso accertato se questi “privati cittadini” dicono il vero? Ma la risposta è scontata, ovviamente: in quanto umili idioti continuiamo a scandalizzarci per conservare la nostra dignità, ma ci siamo rassegnati ormai al Paese di Pulcinella.
Il sindaco Giannini, il quale probabilmente appartiene alla nostra stessa categoria degli umili idioti che tuttavia non hanno alcuna intenzione di passare ai posteri come cittadini con gli anelli al naso, avrebbe posto all’Autorità Anticorruzione il problema degli oneri per la sicurezza sui cantieri della ditta che interviene per opere come lo sfalcio dell’erba: i quale, di solito ammontano al 2 o 3% del capitolato d’appalto, e che invece nei casi presi in esame ammonterebbero fino al 50%.
Ovviamente, noi non siamo in grado di stabilire se abbia ragione o meno il sindaco del piccolo comune della Lucchesia. Però il nostro dovere di informazione libera e indipendente ci impone di alzare la voce affinché chi di dovere risponda a questi interrogativi che riguardano l’interesse pubblico di tutti i cittadini.
