Paolini vola ai quarti di Roma
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Jasmine sei sull’Olimpo! Paolini conquista la medaglia d’oro

di Gian Marco Bertei – La tennista è nella storia. Lei e Sara Errani sono le prime tenniste italiane ad aver vinto l’oro ai Giochi olimpici

Jasmine Paolini e Sara Errani sono nella storia e nella leggenda del tennis italiano. Il duo azzurro ha conquistato la medaglia più bella, quella d’oro. Errani-Paolini hanno battuto al terzo set la coppia russa Andreeva-Shnaider per 2-6 6-1 10-7.

La coppia azzurra ha conquistato per la prima volta nel tennis italiano la medaglia d’oro olimpica, mai nessuna e nessun tennista italiano era mai riuscito in tale impresa.

La cronaca della partita è ben chiara, il duo azzurro parte contratto e non riesce ad esprime il gioco fluido ed efficace avuto in tutto il torneo olimpico. Le sfidanti moscovite, che correvano come atleti indipendenti a causa della squalifica verso la federazione russa, non aveva mai sfidato il duo azzurro e grazie a ciò sono riuscite a sorprendere l’italiane.

Il secondo set segue un canovaccio del tutto diverso, infatti l’azzurre cominciano ad ingranare e piano piano impongono il proprio gioco. Grande crescita nella seconda ripresa per l’atleta di Bagni di Lucca, dopo il primo set contratto Paolini entra in cattedra e dal fondo comincia ad abbattere colpo su colpo il muro russo.

Il terzo, e decisivo, set si è svolto con la formula del ‘tie break match’. Ovvero ogni scambio vale un punto, la prima squadra che raggiunge 10 punti (con almeno due punti di distacco) vince la partita. L’ultimo tie break è una partita nella partita, scambi lunghissimi che superano i 10 colpi con smorzate e grandi schiaffi al volo. L’Italia riesce a contenere il margine di tre punti fino al dritto in rete di Andreeva, da lì inizia la festa di due ragazze entrate nella storia e di un’intera nazione in festa.

Il 2024 della natia a Castelnuovo di Garfagnana continua ad essere magico e stupendo, dopo la vittoria nel WTA 1000 di Dubai nel singolare e il doppio con Sara Errani a Roma, arriva (senza forse) la vittoria più dolce, quella olimpica.