Cultura e Spettacolo

Forte dei Marmi – Agosto egiziano con la mostra dedicata ai faraoni

Manca sempre meno alla mostra egiziana in Villa Bertelli, a seguire conferenza stampa con il direttore del Museo Egizio Christian Greco

Meno 20 giorni all’inaugurazione del primo agosto alle ore 18 della mostra Gli egizi e i doni del Nilo, esposizione che resterà aperta al Fortino fino al 2 febbraio 2025.

La mostra presenterà 24 preziosi reperti provenienti dal Museo Egizio di Torino. Unica esposizione organizzata in spazi esterni al Museo nell’anno del bicentenario.

L’inaugurazione si terrà alla presenza del sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, dell’assessore alla cultura e al turismo, Graziella Polacci, del presidente di Villa Bertelli, Ermindo Tucci, del direttore del museo Egizio, Christian Greco, e del curatore e coordinatore scientifico delle mostre itineranti dell’Egizio, Paolo Marini.

Alle ore 21.30, in piazza Garibaldi, è prevista la conferenza gratuita di Christian Greco dal titolo Il Museo Egizio a duecento anni dalla sua nascita. Giovedì primo agosto la mostra sarà accessibile al pubblico eccezionalmente con orario 20-24.

“Ho già più volte sottolineato – ha affermatp il sindaco Bruno Murzi quanto il Comune di Forte dei Marmi ritenga importante questa mostra che rappresenta una vera e propria operazione culturale soprattutto considerando che la collaborazione tra noi, la Fondazione villa Bertelli e il museo Egizio di Torino, vedrà la realizzazione di un evento fuori sede unico e straordinario in quanto nel 2024 non ripetibile da parte dello stesso museo. Questa mostra è inoltre l’occasione per il Comune di Forte dei Marmi di fare un reale salto di qualità nell’offerta culturale e turistica. Coniugare cultura e turismo in un evento di risonanza nazionale e proporre questo evento, sia nel periodo estivo ai nostri turisti,  sia, nel periodo autunnale invernale a tutte le scuole del territorio è una scelta che vuole connotare il comune di Forte dei Marmi rispetto a tutti i suoi competitor, sul territorio nazionale”.

Al Fortino, appena si concluderà la personale fotografica del regista Peter Chelsom con il suo Dream Role, partiranno i lavori di adeguamento strutturale, alcuni dei quali non legati strettamente alla mostra ‘Gli egizi e i doni del Nilo’, ma a disposizione di tutti gli eventi futuri, come la revisione degli impianti d’allarme, l’adeguamento degli impianti di controllo della climatizzazione o l’installazione all’interno dell’ufficio informazioni turistiche.

“Coglieremo l’occasione dello spostamento dell’ufficio informazioni turistiche – prosegue il primo cittadino – reso necessario dei lavori di palazzo Quartieri, per portarlo proprio all’interno del Fortino, ufficio che coabiterà e dialogherà con il book-shop allestito per la prima volta in occasione della mostra degli egizi, ma che sarà poi sempre fruibile per tutte le altre manifestazioni, in modo da consentirci di commercializzare prodotti  legati sia agli eventi artistici, sia all’immagine del nostro territorio”.

A completamento della messa in mostra, in esposizione per la prima volta una serie di reperti assolutamente non disponibili ordinariamente nelle sale di Torino, in collaborazione con il responsabile degli allestimenti e delle curate delle mostre esterne del museo Egizio, il dottor Paolo Marini. Verranno create delle installazioni e riproduzioni: “Negli allestimenti paralleli ci siamo attenuti alla scientificità dell’evento – spiega il sindaco Bruno Murzi – affidandoci alla consulenza del dottor Marini e alla competenza e professionalità delle aziende direttamente collegate con il museo di Torino, tenendo anche conto dell’importanza di mettere a disposizione dei visitatori una parte immersiva e coinvolgente, supportata anche dall’audio guida la cui narrazione è affidata alla voce dello scrittore e amico Fabio Genovesi, grande appassionato della civiltà egizia. Il percorso espositivo sarà infatti, arricchito da infografiche e installazioni multimediali, oltre a due importanti riproduzioni , una all’esterno del Fortino, dove la statua di Ramesse II inviterà i passanti ad accedere al museo e l’altra, all’interno, al terzo piano, del sarcofago di Butehamon. Qui i visitatori troveranno anche un sistema di mapping attraverso cui poter conoscere in modo dinamico come il manufatto fu concepito, costruito e successivamente restaurato”.

“Non si fa cultura senza investimenti – conclude il sindaco -. La cultura è in grado di generare ritorni economici, di essere un volano per l’economia di un paese come il nostro, ma  è necessario compiere un investimento iniziale forte consistente e in capo all’amministrazione pubblica, e questa è una scelta precisa che abbiamo fatto per un futuro in cui la cultura sia  una elemento attrattivo per venire a Forte dei Marmi e che si sta concretizzando in una serie di interventi importanti che possano rendere i nostri spazi espositivi concorrenziali e moderni.” 

Un percorso di visita pensato per tutti con visite guidate e laboratori didattici riservati alle scuole di ogni ordine e grado. In preparazione anche una speciale audioguida, con la voce dello scrittore fortemarmino Fabio Genovesi.

“La mostra intende – dichiara Christian Greco – sollecitare la curiosità, illustrando la complessità di quello che presentiamo.  Gli oggetti esposti ci parlano di cultura funeraria, non perché gli Egizi fossero ossessionati dalla morte.  Noi conosciamo la loro cultura materiale principalmente per aver scavato in necropoli e questa è la nostra principale chiave di accesso alla cultura dell’antico Egitto. Il racconto che facciamo qui, grazie ad un approccio prosopografico, vuole invece presentare le persone, oltre l’oggetto. Sono quindi felicissimo che, oltre coloro che potranno visitare la mostra d’estate, la comunità si possa appropriare di questa esposizione e la possa utilizzare per capire come quella memoria materiale, che proviene da un luogo distante, in realtà predetermini chi siamo noi oggi e ci proietti in quest’ottica mediterranea, dove la civiltà nilotica ha avuto un ruolo fondamentale”.

Gli Egizi e i doni del Nilo propone un viaggio nel tempo, dall’epoca Predinastica (3900 – 3300 a.C.) all’età greco-romana (332 a.C. – 395 d.C.), attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri: reperti di grande valore provenienti dai depositi del Museo (l’Egizio custodisce 40 mila oggetti, di cui 12 mila in esposizione), pertanto normalmente non visibili al pubblico e, in alcuni casi, mai esposti prima.

Immagine guida dell’esposizione è una maschera funeraria di età romana (30 a.C. – 395 d.C.) proveniente da Assiut: una riproduzione idealizzata del volto del defunto, realizzata in cartonnage (materiale simile alla cartapesta) e destinata alla protezione magica della mummia.

Tra i reperti in mostra, un tipico modellino di imbarcazione dei corredi funerari del Primo Periodo Intermedio (2118 – 1980 a.C.), in legno stuccato e dipinto, decorato con la coppia di occhi udjat a protezione dello scafo. Queste imbarcazioni in genere rappresentano il viaggio del defunto verso la città sacra di Abido. Dalla Galleria della Cultura materiale del Museo Egizio proviene invece il set completo di vasi canopi in alabastro di Ptahhotep, vissuto durante il Terzo Periodo Intermedio (1076 – 722 a.C.). I 4 vasi sono chiusi da coperchi che ritraggono i Figli di Horus, con teste zoomorfe, utilizzati per conservare separatamente gli organi del defunto.

Il percorso espositivo sarà, inoltre, arricchito da infografiche e installazioni multimediali, con approfondimenti storico-scientifici sui reperti e sui diversi periodi storici, e da due significative riproduzioni provenienti dal Museo Egizio – la statua monumentale di Ramesse II e il sarcofago di Butehamon – per offrire testimonianza di reperti inamovibili, ma di grande interesse storico e artistico.

All’esterno del Fortino, la riproduzione della statua di Ramesse II inviterà i passanti ad accedere al museo. Realizzata in vetroresina in scala 2:1, l’opera costituisce un modello di bellezza assoluto per l’arte Egizia, paragonata dal padre dell’egittologia moderna Jean-François Champollion, all’Apollo del Belvedere.

Il terzo piano del Fortino sarà, invece, riservato al sarcofago di Butehamon, per consentire ai visitatori di prendere idealmente parte allo studio scientifico del reperto, accedendo a contenuti multimediali. Riprodotto in scala 1:1 a partire dai rilievi condotti dal Politecnico di Milano e stampato in 3D, il sarcofago offre una concreta testimonianza di come i dati invisibili raccolti durante l’analisi di un reperto possano trovare una manifestazione materiale. Un sistema di mapping consentirà, infatti, di raccontare in modo dinamico come il manufatto fu concepito, costruito e successivamente restaurato.

Patrocinata dalla regione Toscana, dalla provincia di Lucca e dal Comune di Torino, l’esposizione è realizzata con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, MAG Broker di assicurazione, Profumerie Bacci, PiùMe, Starhotels.

Il Fortino è aperto al pubblico, dal 2 agosto al 15 settembre, nei seguenti giorni e orari: dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 alle 24, chiuso il martedì e il 28 agosto.

Per ulteriore dettagli è disponibile consultare il sito web https://www.villabertelli.it/gli-egizi-e-i-doni-del-nilo/.

L’ingresso per intero al costo di 10 euro, ridotto 5 euro. Sono previste visite guidate per gli adulti e per i ragazzi, attività didattiche e percorsi specifici per le scuole. 

Per informazioni contattare il seguente recapito +39 0584 280292 o scrivere un email all’indirizzo seguente forteinfo@comunefdm.it.